Rigopiano, dentro il ventre dell’hotel in cerca di voci e di vita (video)

L’eco delle voci dei soccorritori si affievolisce via via che le immagini ci addentrano nel ventre dell’hotel Rigpiano risucchiato e raso al suono da una valanga di dimensioni epiche che mercoledì scorso ha ingoiato l’intera struttura nelle sue fauci ghiacciate.

Rigopiano, un video dentro le stanze della devastazione 

Il video si apre con il rumore delle cingolati di uno spazzaneve che si fa strada per arrivare sul luogo della tragedia: e quel rumore cede subito la scena a quello del rombo di un elicottero che supervisiona dall’alto. Poi, i suoni scemano fino ad annullarsi: e le immagini ci portano dentro quello che è ormai un coacervo indistinto di alberi e travi del solaio, brandelli di mura e ammassi di neve, acqua e calcinacci, materassi e pietre. E il silenzio che avvolge il vigile solitario in perlustrazione, in cerca di vita e di voci, urla più di quelle immagini apocalittiche che raccontano una devastazione aghiacciante.

Le strumentazioni tecnologiche in cerca di vite

E nella corsa contro il tempo per salvare le persone intrappolate dalla slavina nell’albergo Rigopiano a Farindola stando giocando un ruolo chiave anche le sofisticate tecnologie in uso alla Polizia Scientifica, subito mobilitata dal Questore di Pescara. Ieri sera, spiega una nota della Polizia, intorno alle 22, il gatto delle nevi è riuscito infatti a portare sul posto le strumentazioni elettroniche che vengono abitualmente utilizzate dalla Polizia per la geolocalizzazione dei cellulari e che sono state posizionate nella mansarda dell’albergo per catturare i segnali provenienti da una lista di undici cellulari forniti dalla squadra mobile di Pescara e appartenenti ai dispersi. Le strumentazioni, nonostante il buio, il freddo e la neve, chiarisce la nota, hanno consentito di individuare i punto preciso in cui scavare, dando una traccia preziosa ai soccorsi. È stata così tratta in salvo una persona ferita e sono stati, purtroppo, restituiti ai familiari i corpi di tre vittime.