Rifinanziate le missioni internazionali, l’Italia punta sull’Iraq e sui clandestini

Le missioni internazionali dell’Italia saranno finanziate per il 2017 con una cifra che ammonta a 1.132.745.294 euro, mentre il personale complessivamente impiegato è pari a 7.459 militari e 167 uomini delle Forze di polizia. Lo ha stabilito il Consiglio dei ministri nella riunione del 14 gennaio scorso. La delibera è stata ora trasmessa al Parlamento. Nel quadro del contrasto al terrorismo internazionale, e in particolare allo Stato Islamico, resta centrale lo scenario iracheno, dove il contingente militare italiano, “secondo numericamente solo a quello statunitense” per il 2017 ammonterà a 1.497 unità. Continuerà
parallelamente il “sostegno a carattere umanitario e sanitario” per supportare l’azione politica del governo di accordo nazionale libico, dove resterà invariato il contingente del personale militare, pari a 300 unità. Per quanto riguarda invece la missione internazionale Unifil in Libano l’Italia partecipa con un contingente di circa 1.100 unità di personale militare (in lieve decremento rispetto al 2016), cui va aggiunto un contingente di 25 unità di personale militare per la Mibil, la missione bilaterale di addestramento delle forze armate libanesi.

Tra le missioni anche l’operazione Sophia del 2015

Sul fronte dell’emergenza clandestini, per il 2017 sarà assicurato per l’operazione Sophia del dispositivo Eunavformed un
contributo di 585 unità di personale militare (1 mezzo navale e 2 mezzi aerei). Lanciata nel giugno 2015 dall’Europa come una missione tesa a catturare e distruggere navi e attrezzature degli scafisti, ad oggi non ha portato alcun beneficio noto di questo tipo. Quanto all’area dei Balcani all”operazione Nato Kosovo Force (Kfor), “sarà assicurato un livello di impegno pari a quello del 2016, 538 unità di personale militare), conservando la guida del Multinational Battle Group West (Mnbg-w), che protegge infrastrutture e siti rilevanti anche lungo i confini con Albania, Montenegro”.