Resta in carcere il medico-eroe che aiutò gli Usa a scovare Bin Laden

Aiutò gli americani a trovare Bin Laden, come premio è da alcuni anni in carcere e non sarà liberato a breve scadenza, come annunciano le autorità pakistane: Shakil Afridi, il medico che avrebbe aiutato la Cia a scovare Osama bin Laden, venne arrestato nel 2011 poco dopo l’operazione delle forze speciali Usa nel covo di Abbottabad e condannato a una pena di 33 anni di carcere, poi ridotta a 23, per legami con gruppi estremisti islamici, in particolare Lashkar-e Islam. «La legge sta facendo il suo corso», ha detto Hamid rispondendo davanti ai parlamentari della Camera Alta alla richiesta di chiarimenti in merito a voci circolate su un possibile rilascio del medico. «Afridi ha agito contro la legge e il nostro interesse nazionale – ha affermato il ministro – il governo pakistano ha più volte detto agli Stati Uniti che secondo la nostra legge ha commesso un crimine». Gli Stati Uniti hanno più volte chiesto la sua liberazione. Anche il presidente eletto Donald Trump durante la campagna elettorale si schierò a favore del rilascio di Afridi, dicendosi convinto di “riuscire a tirarlo fuori dal carcere in due minuti” se fosse stato eletto, citando “i molti aiuti” che gli Usa forniscono al Pakistan. Le dichiarazioni di Trump scatenarono la reazione di Islamabad che reagì con forza.

Shakil Afridi e l’uccisione di Bin Laden

Bib laden fu ucciso nel suo quartier generale di Abbotabad il 2 maggio scorso da un gruppo scelto di Navy Seals, grazie alle notizie fornite dal medico Afridi alla Cia. Quella sua collaborazione  gli valse un’accusa di tradimento e il reato di “criminale nazionale”, fu accusato di avere cospirato contro il Pakistan, e per lui fu ipotizzata la pena di morte in Pakistan.  Davanti alla corte, il medico ammise di aver aiutato la Cia raccogliendo campioni di Dna di diverse persone per scoprire dove esattamente si trovasse il leader di Al Qaeda e chi ci fosse con lui inscenando una finta vaccinazione per il polio nell’area di Abbottabad tra il 15 e il 18 marzo e tra il 21 e il 23 aprile, nella speranza di riuscire a ottenere il Dna di chi si trovava dentro il compound insieme allo Sceicco del terrore.