Raitre, in un documentario il calvario delle donne tedesche dopo il 1945

Alla fine della Seconda guerra mondiale, con la caduta del nazionalsocialismo, in Germania non resta altro che un enorme cumulo di macerie e di morti. Tre milioni e mezzo di edifici sono distrutti, 20 milioni di tedeschi rimasti senza tetto. Quattro milioni e mezzo di soldati tedeschi e un milione e mezzo di civili sono morti. Ma per gli oltre 80 milioni di tedeschi sopravvissuti non sarà un semplice ritorno alla pace e all’operosità della ricostruzione.

Il calvario dei tedeschi sopravvissuti

La trasmissione “La Grande Storia” in onda domani alle 23.15 su Rai3, mostrerà le straordinarie immagini a colori, molte delle quali inedite in Italia, di una Germania di cui generalmente non si parla: le oltre 2 milioni di donne tedesche violentate, le decine di migliaia di bambini senza famiglia e senza nome che vagano tra le macerie. Il documentario è introdotto e commentato da Paolo Mieli.

Le pagine di storia sconosciute

Del calvario dei tedeschi alla fine della guerra si occupò lo storico Marco Picone Chiodo in un libro edito da Mursia nel 1987, E malediranno l’ora in cui partorirono. Pagine che ricostruiscono la fuga disperata degli abitanti delle regioni orientali del Reich che cercavano di sottrarsi all’Armata Rossa. Nella quasi totalità si trattava di vecchi, donne e bambini. Una folla inerme che dovette subìre le atrocità riservate ai popoli sconfitti. Alle deportazioni e ai saccheggi seguirono i campi di concentramento, le spoliazioni da parte dei polacchi e dei cèchi e da ultimo la drammatica espulsione dalle loro terre per decisione alleata.