Qe, Draghi conferma gli acquisti e rilancia: «Bce pronta ad incrementarli»

 

La Bce guidata da Mario Draghi ha confermato l’attuale tabella di marcia dei programma di acquisti dei titoli del debito sovrano, il cosiddetto Quantitative easing (Qe). Un programma che prevede acquisti per 80 miliardi fino a fine marzo che poi scenderanno a 60 miliardi almeno fino a dicembre. Ma, nello stesso, tempo, la stessa Bce ha sottolineato che «il consiglio direttivo è pronto a incrementare il programma in termini di entità e/o durata» nel caso in cui, si legge nella nota diffusa al termine della riunione, «le prospettive diverranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione».

Draghi lascia invariati i tassi d’interesse

La riunione di questo consiglio direttivo della Bce era particolarmente atteso dalle Borse europee che a metà mattinata segnavano tutte il passo. Prima della conferenza stampa di Draghi,  Piazza Affari procedeva in negativo insieme altreBorse europee. L’attesa non riguardava tanto i tassi d’interesse, lasciati dalla Bce al loro minimo storico: 0 per cento sulle operazioni di rifinanziamento principali; 0,25 su quelle di rifinanziamento marginale e 0,40 sui depositi presso la banca centrale.

Partite correnti: surplus record a novembre

Sul fronte delle partite correnti della zona euro, la Bce di Draghi ha anche certificato che il loro surplus ha raggiunto a novembre un livello record. L’avanzo destagionalizzato è salito a 36,1 miliardi di euro a novembre, rispetto ai 28,3 miliardi di euro di ottobre. Si tratta del surplus più alto dalla nascita della moneta unica europea. Su base annua, nel periodo dicembre 2015-novembre 2016 il surplus ha toccato i 358,1 miliardi (pari al 3,4 per cento del Pil dell’area) contro i 319,9 miliardi (3,1 del Pil) del periodo dicembre 2014-novembre 2015. Il surplus commercialemerci è cresciuto a 30,9 miliardi di euro a novembre da 25,9 miliardi di euro del mese precedente. Allo stesso tempo il surplus dei servizi si è ridotto a 4,8 miliardi di euro da 8,9 miliardi di euro. L’avanzo del reddito primario è aumentato dai 6,3 miliardi di euro di ottobre a 12,1 euro di novembre. Al contrario, il reddito secondario ha mostrato un deficit di 11,7 miliardi di euro rispetto al deficit di 12,9 miliardi di euro del mese precedente.