Primarie, referendum, valori della destra: il Polo sovranista parte da qui

«Vogliamo andare oltre gli slogan, per sostanziare le scelte sovraniste con una cultura di governo e un programma serio e responsabile». Azione nazionale e La Destra annunciano la fusione in un congresso che si terrà a Roma a febbraio e, nel documento che lancia il nuovo corso, declinano già una bozza di quali sono le idee forti su cui intendono puntare in vista di un obiettivo più ambizioso: dare vita, insieme alle altre forze del centrodestra, a un Polo sovranista.

Il Polo sovranista come risposta alla crisi

Un percorso che i promotori immaginano a tappe: prima la fusione dei due movimenti, poi una federazione di sigle, infine un vero e proprio Partito sovranista. Il ragionamento si sviluppa su due piani: quello internazionale, dove i movimenti sovranisti stanno diventando «la risposta alla crisi della globalizzazione e dell’Unione europea», e quello nazionale, dove la nascita di un polo identitario e sovranista possa dare finalmente «una risposta concreta ai bisogni di una Nazione e di un ceto medio piegato dalla crisi»

Il contesto globale

«In tutto il mondo, dall’America di Trump alla Russia di Putin, dalla spinta conservatrice che ha portato la Gran Bretagna alla Brexit, ai molteplici movimenti che stanno nascendo in ogni nazione europea – si legge nel documento – si fanno spazio idee che rappresentano, almeno in parte, la rigenerazione degli antichi valori della destra politica e sociale: l’identità e la sovranità nazionale, la critica alla globalizzazione e ai vincoli dell’euro e dell’Unione europea, la lotta all’immigrazione di massa e al fondamentalismo islamico, la sovranità popolare contro la tecnocrazia e contro il pensiero unico. Queste sono le idee che si possono raccogliere in tutto il mondo per dare forza e rigore a un centrodestra realmente alternativo alla sinistra liberal di Matteo Renzi».

La centralità dei valori della destra 

«A questo processo – si legge ancora nel documento – i nostri due movimenti portano le istanze tipiche della destra italiana: il Presidente della Repubblica eletto dal popolo per rappresentare il vertice della sovranità nazionale, la solidarietà sociale, l’umanesimo del lavoro e la difesa dei redditi popolari e del ceto medio, il riscatto del Sud come elemento indispensabile dell’unità nazionale, la difesa della famiglia e del diritto alla vita». 

Un percorso «unitario, inclusivo, pluralista»

Dunque, l’obiettivo è dare un contributo di idee forti per un nuovo soggetto politico, di cui La Destra e Azione nazionale si fanno promotori, ma che vogliono «unitario, inclusivo e pluralista», aperto alla partecipazione, e magari alla co-fondazione, degli altri partiti del centrodestra, da FdI alla Lega, fino a FI, ma anche a tutti quei «movimenti, associazioni, liste civiche ed eletti che cercano riferimenti politici veramente alternativi alla sinistra di Matteo Renzi e all’antipolitica del M5s». «Oggi – si legge ancora – il progetto è sempre quello di creare una casa comune aperta a tutti i frammenti della destra plurale e dispersa, ma con l’obiettivo di contribuire alla nascita di quel Polo identitario e sovranista capace di rappresentare una seria alternativa di governo».

Dal referendum alle primarie: «Ripartire dal popolo»

Dal punto di vista organizzativo, poi, La Destra e Azione nazionale chiariscono di voler dare vita a «un movimento radicato nel territorio, caratterizzato da una partecipazione dal basso e dalla trasparenza organizzativa e decisionale, fondato sulla collaborazione tra le diverse generazioni della destra, senza verticismo, cerchi magici, settarismo». Una casa comune «da cui si possono finalmente organizzare le primarie del centrodestra, che oggi vengono rivendicate anche da altre forze politiche come i Conservatori e Riformisti». E che, già ora, dopo la battaglia referendaria comune contro la riforma Boschi, può costruire le proprie fondamenta sul terreno del referendum abrogativo sui vaucher e sugli appalti. «Siamo pronti a dire Sì – è la conclusione del documento di Azione nazionale e La Destra – per dare un segnale di popolo contro la legge truffa del Jobs Act».