Porte aperte ai trans nei boy scout: non importa più di che sesso sei…

 
Tutto nasce da un’espulsione, quella di Joe Maldonado, bambino dalla incerta sessualità del New Jersey che era stato cacciato un anno fa dai boy scout a causa delle lamentele, da parte di alcuni adulti, proprio relative alla sua identità sessuale. Ne erano seguite proteste, polemiche, campagna di indignazione in tutto il paese che hanno alla fine convinto l’assoluzione che controlla i Boy Scout americani a fare marcia indietro. Basta discriminazioni sessuali, il nuovo corso della modernità reclama l’equiparazione tra i sessi, anche quelli modificati in corsa.
 

Niente più certificati di genere per iscriversi

Da oggi cambia tutto: non sarà più necessario identificare il “genere” nelle iscrizioni, maschio o femmina non fa più differenza perché la storica associazione che unisce i ragazzini amanti della natura e delle regole ha deciso di apre le porte anche ai trans. «Abbiamo deciso che considerare il certificato di nascita il punto di riferimento non è più sufficiente», è detto in un comunicato. Boy Scout of America dichiara che per più di 100 anni i Boy Scout of America, come le scuole e le altre organizzazioni giovanili, “si sono affidati alle informazioni contenute nel certificato di nascita per determinare l’idoneità ai programmi maschili o femminili”. «Questo approccio però non è più sufficiente con le leggi degli stati che interpretano l’identità di genere in modo differente». La legge americana, del resto, già riconosce il cambio di sesso. Lo scorso anno aveva fatto scalpore la notizia che un ragazzo trans di 8 anni era stato espulso dall’organizzazione. Nel 2013 l’organizzazione aveva già abolito il divieto di iscrizione ai gay e nel 2015 è stato abolito il divieto agli educatori omosessuali di far parte dei boy scout. Si attende, a breve, l’iscrizione del piccolo Joe Maldonado.