Pirozzi perde la pazienza: basta con i politici in passerella, verrò a Roma

È un fiume in piena. Viso tirato, sguardo deciso, il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, da settimane lancia appelli, si spertica in proposte, difende la sua comunità, la gente abruzzese dalla pelle dura, che non si spezza. Ora però sembra aver perso la pazienza, troppi stop and go da Roma, troppi impegni rimasti lettera morta. È tentato di mollare, ma chi lo conosce giura che non lo farà, deluso anche dai suoi concittadini troppo attenti alla “roba”. Pirozzi ha interrotto per tre giorni le trasmissioni di Tele Radio Amatrice, l’emittente nata dopo il sisma che ha devastato Amatrice lo scorso 24 agosto, e ha minacciato le dimissioni. 

Pirozzi: basta passerelle alla Di Maio

«I cittadini ossessionati dalla ricerca delle cose che non ci sono più hanno perso di vista quello che è realmente successo – è lo sfogo di Pirozzi  – usufruendo in maniera incredibile degli aiuti di tutti gli italiani. Forse questo ve lo siete scordato. Quindi, per tre giorni spengo la radio e faccio tre giorni di lutto. Ora farò le mie cose, ma vi ricordo che dietro ogni risultato c’è un grosso culo, perché a parlare siamo tutti buoni, ma a rimboccarsi le maniche sono sempre gli stessi». Insomma chi vuole parlargli dovrà andare a trovarlo. È un capoccione, per sua stessa ammissione, non molla (“boia chi molla”, gli scappò di dire a poche ore dalla tragedia sfidando l’inevitabile processo dei media), ma in queste ore i sentimenti hanno prevalso sulla ragione, «anche io ho perso qualcosa…».

«Verrò a Roma con la mia gente»

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ennesima passerella di politici che per mesi non si sono visti (tranne qualcuno che è andato a visitare Amatrice a poche ore dal terremoto, lontano dai riflettori). Ce l’ha in particolare con Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, con il quale poi dice di aver chiarito telefonicamente. La ruvida accusa, lanciata al grillino dal sindaco prima di fare pace, era quella di aver ha utilizzato le sue passeggiate nelle zone del terremoto per fare propaganda politica, «perché oggi si sta facendo un tour ieri nelle località di mare dove sono alloggiate le persone negli alberghi per recepire le istanze dei cittadini per farle mettere nel decreto… Ma non prendiamoci in giro. Tutti rappresentiamo le istituzioni – incalza Pirozzi –  poi ci possiamo dividere su Consultellum, Mattarellum e Porcellum, ma su questo tema dobbiamo restare uniti». Alla notizia di nuovi sopralluoghi sente odore di sciacallaggio. Poi torna a sperare: «Torniamo a parlare dei problemi da risolvere ogni giorno, e chiediamo a tutte le forze politiche di starci vicino e lavorare tutti insieme per il bene dei cittadini colpiti dal sisma, che stanno vivendo un dramma reale».

Giovedì una delegazione sarà ricevuta da Grasso

Il primo cittadino di Amatrice è pronto a “scendere” a Roma, «in forma pacifica», precisava una settimana fa. «Se entro 7 giorni non avremo procedure confacenti allo stato di guerra che stiamo vivendo, allora scenderò in campo con una manifestazione con tutta la mia  gente. E il mondo sarà in piazza con noi». Purtroppo anche in questo caso si rischiano divisioni e derby tra manifestanti per la smania di visibilità di qualche capopolo. Lo scorso 25 gennaio il sindaco di Amatrice non partecipò al sit-in di alcuni rappresentati delle zone terremotate davanti a Montecitorio. Giovedì 2 febbraio una rappresentanza di Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio, verrà ricevuta dal presidente del Senato, Piero Grasso. «E l’amico Sergio Pirozzi è il benvenuto», dice Francesco Pastrorella, uno degli organizzatori che sta limando la piattaforma di proposte concrete da sottoporre al “Palazzo”.