Pendolari infuriati per i rincari: il Senato convoca Fs e Trenitalia

Di fronte al rincaro delle tariffe ferroviarie che ha colpito anche i pendolari che viaggiano sulla linea dell’Alta velocità, il Parlamento non starà a guardare. È questo il senso di una nota diramata dal presidente della commissioni Infrastrutture e Lavori pubblici del Senato, Altero Matteoli, che informa di aver tenuto proprio in queste ore un colloquio sull’argomento con l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini, che «mi ha dato la sua disponibilità per un’audizione in commissione per il prossimo 24 gennaio».

L’annuncio di Matteoli: audizione il 24 gennaio

L’appuntamento è fissato per le 13,30. «Sarà l’occasione – ha spiegato Matteoli – per chiarire le motivazioni a base dei rincari degli abbonamenti per i pendolari che viaggiano sulle linee dell’Alta velocità. Dopo aver auspicato che all’incontro sia presente anche l’ad di Trenitalia, Barbara Morgante, il senatore di Forza Italia ha anticipato quella che scopo dell’audizione in Senato sarà il ritiro immediato di quella che ha definito una «decisione improvvisa, che colpisce pesantemente lavoratori e studenti pendolari». Com’è infatti noto, i biglietti ferroviari e gli abbonamenti per i pendolari che viaggiano sull’Alta velocità sono rincarati dal 17 gennaio 2017, suscitando vibrate proteste tra gli utenti e molte prese di posizione anche nel mondo politico e tra le associazioni dei consumatori. A poco e nulla è valso il fatto che Trenitalia abbia lanciato quattro diverse tipologie di abbonamenti con costi variabili a seconda dei giorni e degli orari di validità. Ma è stato come aggiungere la beffa al danno dal momento che – come ha denunciato la Federconsumatori – l’unica possibilità per ottenere una forma di risparmio si materializza solo scegliendo paradossalmente la tessera che permette di viaggiare solo tra le 9 e le 17, vale a dire nella fascia oraria in cui i pendolari sono già o ancora in ufficio.

Aumento di 119 € per i pendolari della Torino-Milano

Stiamo parlando di rincari salatissimi: l’abbonamento dei pendolari della linea Torino-Milano, la più affollata, ha subito un aumento di ben 119 euro passa da 340 a 459 . Un vero salasso che ha fatto infuriare tutti, compreso il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino: «Non siamo neanche stati avvisati di questi aumenti spropositati». Dal canto suo, il Codacons ha già fatto sapere che presenterà un esposto all’Autorità garante della Concorrenza.