Ottomila senzatetto a Roma. Un video “fotografa” le loro notti zottozero

Nella Capitale sottozero c’è un esercito invisibile che cerca riparo dal freddo e un pasto caldo ogni notte. Sono gli 8mila senza fissa dimora che dal centro storico alle principali stazione di treni e metro provano a sopravvivere con poco.
Ad aiutare i senzatetto ci sono i volontari della Comunità di S.Egidio che ogni sera oltre ad offrire loro la cena nella mensa di via Dandolo nel quartiere di Trastevere partono con le loro macchine dopo le 20 per portare coperte, panini, una bevanda calda in diversi punti di ritrovo vicino alle principali stazioni della città.

Una notte tra i senzatetto di Roma

Un video-reportage dell’Adnkronos, pubblicato sul sito dell’agenzia, ha documentato una notte tra i senzatetto che alla stazione Tiburtina aspettano il gruppo di volontari. Tra i responsabili del Servizio senza fissa dimora della Comunità di S.Egidio c’è Augusto D’Angelo, uno degli angeli senza volto che ci ha accompagnato  i cronisti in questo viaggio tra gli invisibili. «A Roma – spiega D’Angelo all’Adnkronos – vive in alloggi di fortuna come baracche e capannoni abbandonati, un altro 30% è accolto in strutture religiose e laiche, infine c’è un altro 30% che sta in strada. A questi ultimi noi tutte le sere portiamo viveri, coperte e un sorriso».

L’impegno della Comunità di S. Egidio

Augusto i senzatetto li chiama per nome. «Il nome è importante – sottolinea – molti di loro mi hanno riferito che per mesi nessuno li ha chiamati con il loro nome e questo porta alla perdita di identità». Il grande freddo che ha colpito Roma «ha portato ad una ampia mobilitazione della popolazione, la città  ha risposto con un continuo afflusso di persone che la sera ci portano tanti vestiti che poi noi distribuiamo, insieme ai pasti e a bevande calde che prepariamo noi, ai senzatetto nei nostri giri per la città. La distribuzione inizia dalla mensa di via Dandolo 10 – prosegue il responsabile della Comunità di S. Egidio – qui arrivano da tutti i quartieri di Roma gli aiuti e il materiale viene poi suddiviso da noi tra le varie destinazioni: le stazione Termini, Tiburtina, Tuscolana, Ostiense, S.Pietro e altre zone. Dove sappiamo che ci aspettano le persone che vivono in strada». C’è anche chi partecipa per la prima volta alla distribuzione delle coperte e dei viveri ai clochard. A riscaldare chi ha freddo non servono solo maglioni e giubbotti ma anche un sorriso e un abbraccio, come quello di una ragazza che ha sfidato il freddo gelido pur di dare una mano al gruppo di volontari di S.Egidio.