Nuovo soggetto a destra, Fini: «Buon lavoro, ma si sciolga nodo Ue»

Azione nazionale e La Destra si fonderanno in un unico partito il 18 e 19 febbraio a Roma e Gianfranco Fini, sul sito di Liberadestra, parla di progetto “ambizioso quanto difficile,  mosso da un obiettivo nobile e necessario (creare una casa comune per  la destra)” ma anche di “un progetto denso di incognite e di  potenziali aspetti negativi”. L’ex presidente della Camera e leader di Alleanza nazionale, definisce “nodo culturale che deve essere sciolto  senza ambiguità e giochi di parole” quel “sovranismo responsabile” al  quale si richiamano i promotori dell’iniziativa, Roberto Menia (che ha risposto proprio all’appello di Fini a scriverne sul sito) con Gianni  Alemanno e Francesco Storace.

Fini ricorda, infatti, che “per Salvini e, seppur con toni più  sfumati, per Meloni sovranismo significa uscita dell’Italia dall’euro, riduzione delle materie a sovranità condivisa, fine sostanziale  dell’Unione europea. È una prospettiva legittima e oggi in crescita  di consenso nel vecchio continente e anche, per ragioni opposte ma  convergenti, negli Usa di Trump e nella Russia di Putin“.

Da un lato Menia rivendica un “sovranismo responsabile, non urlato,  non figlio di un banale ‘padroni a casa nostra’ (slogan che ha cullato anacronistici autonomismi e sogni di micro patrie)” ma piuttosto “la  difesa dell’interesse nazionale pur all’interno della comune cornice  dell’unità europea”, così come il “diritto del popolo di esprimere la  propria volontà attraverso il voto e di non vedersi privato di fatto  della effettiva attuazione della stessa”.

Dall’altro, Fini avverte: “Già il fatto che tanto  Washington quanto Mosca auspicano che l’Europa torni ad essere un  insieme di tanti Stati nazionali sovrani e non un soggetto unitario  capace di competere in termini economici e di difesa con i grandi  players a dimensione continentale (Usa e Russia, ma anche Cina) dovrebbe far sorgere più di un dubbio circa la consistenza di un reale interesse italiano a far sì che ciò accada.”

Per Fini, “sarebbe un sovranismo assai poco  responsabile quello che dovesse confondere il sacrosanto dovere di  tutelare la nostra identità nazionale, oltre che la nostra economia,  con la velleitaria presunzione di poter fare da soli. Una politica  autenticamente di destra deve certamente essere nazionale, ma non può  essere, in quanto tale, antieuropea”. “Oggi -sottolinea sempre Fini- il nostro  interesse di italiani non è tutelato dalle politiche del popolarismo tedesco che egemonizzano l’Ue , ma ancor meno lo sarebbe se prevalesselo spirito antieuropeista. In Francia, paese con una tradizione  nazionalista assai più radicata di quella italiana, la destra non è solo Le Pen”.

“È soprattutto nei republiquens di Sarkozy che, pur sconfitto alle primarie, non negherà il suo supporto a Fillon autodefinitosi  ‘orgogliosamente francese e per questo europeista’. Se il nuovo  soggetto politico di Menia, Alemanno e Storace sarà capace di far  chiarezza su questa strategica scelta di campo (che ovviamente  comporta tante conseguenze) -conclude Fini-Liberadestra ne sarà lieta. In attesa nessuna scomunica o benedizione, ma buon lavoro”.