Non c’è più Berlusconi ma i magistrati sono gli stessi: guerra al governo

Una decisione storica, che neanche ai tempi del governo Berlusconi si era vista: l’Anm, l’associazione nazionale dei magistrati, diserterà la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario in programma il 26 gennaio in
Cassazione. La decisione è stata presa all’unanimità al termine del Comitato Direttivo Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati, che si è riunito oggi a Roma. La decisione è storica perché non riguarda l’inaugurazione nei singoli distretti ma quella più importante, nazionale, nella sede della Cassazione.

L’età pensionabile in cima alle proteste dei magistrati

I motivi della protesta dei magistrati li aveva anticipati in mattinata il presidente dell’Anm Piercamillo Davigo. E non hanno molto a che fare con le battaglie per la legalità. “Gli impegni non sono stati rispettati. La Giunta aveva condotto con il governo e con il ministro della Giustizia una trattativa per ricondurre l’età pensionabile, anche se in via
transitoria, a 72 anni e a riportare il vincolo di permanenza dei  magistrati di prima nomina da quattro a tre anni. Gli impegni non sono stati rispettati nonostante la dichiarata continuità del governo attuale con quello precedente”, ha spiegato Davigo, nel corso del Comitato Direttivo Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati che aveva all’ordine del giorno le iniziative da adottare dopo “il mancato rispetto degli accordi da parte del Governo in ordine ai correttivi da apportare al dl 168/2016” anche in vista dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in programma
per il 26 gennaio in Cassazione. 

Nitto Palma: “Una protesta contro un governo di centrosinistra…”

“Ora che l’Anm ha deciso di disertare la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione, la sinistra capirà finalmente che cosa significa prendersi gli scioperi e le proteste dei magistrati. Prima eravamo noi ad essere additati come brutti, sporchi e cattivi, ora vediamo che cosa diranno”, è il commento di Francesco Nitto Palma, senatore di Forza Italia ed ex ministro della Giustizia. Quanto alle posizioni espresse dall’Anm, “ritengo che sul tema del pensionamento i magistrati abbiano ragione. Sono tre anni che diciamo questa cosa, ma di fronte -rileva- abbiamo un governo insensibile al problema, salvo poi fare deroghe molto settoriali”.