Niente assistenza all’artificiere amputato: la Lega protesta e propone una legge

Niente risarcimento per le spese mediche dell’artificiere ferito per aver provato a disinnescare un ordigno sotto Casa Pound. La denuncia del “Giornale“, che ha anche avviato una raccolta di fondi per aiutare Mario Vece, il poliziotto, ha fatto muovere anche le forze politiche con una proposta di legge presentata nel Consiglio regionale della Toscana dalla Lega Nord: «Dopo aver appreso che l’agente ferito a Capodanno a Firenze dallo scoppio di un ordigno non ha diritto ad alcun sostegno assicurativo da parte delle istituzioni, abbiamo deciso di presentare un’apposita proposta di legge regionale che stanzi, a favore dell’artificiere, un contributo economico straordinario di 20.000 euro per gli anni 2017 e 2018», annuncia Manuel Vescovi. «Tutto ciò – sottolinea Vescovi – per manifestare la solidarietà e la vicinanza dell’ente regionale nei confronti del poliziotto, vittima del vile attentato. Questo supporto finanziario – precisa l’esponente leghista – già elargito dalla Regione in situazioni similari, è doveroso in quanto, tra l’altro, le motivazioni alla base dell’agire degli attentatori, attengono specificatamente alla sfera politica. È un piccolo, quanto riteniamo significativo gesto – conclude Manuel Vescovi – nei confronti di un appartenente alle forze dell’ordine che, col suo tempestivo intervento, ha probabilmente evitato ulteriori e gravi ripercussioni a seguito dell’atto criminale». 

L’esplosione sotto la sede di CasaPound

Mario Vece, l’artificiere della Polizia era rimasto ferito a Firenze, la settimana scorsa: gli era stata amputata la mano sinistra e rischia di perdere un occhio per lo scoppio di un ordigno piazzato davanti alla sede di una libreria che fa riferimento al movimento di estrema destra CasaPound. Una pattuglia della Digos che controllava obbiettivi sensibili, intorno alle 5 aveva trovato un involucro sospetto – che per le dimensioni non poteva essere un botto di Capodanno – davanti al locale in via Leonardo Da Vinci, non lontano dal centro storico. Gli artificieri giunti sul posto avevano lavorato all’ispezione e al disinnesco del pacco-bomba ma circa mezz’ora dopo l’esplosione aveva investito uno di loro. Solidarietà, abbracci, messaggi di stima, poi l’amara scoperta: al poliziotto l’assicurazione non copre le spese mediche relative alla protesi da mettere. Basterà una proposta di legge o servirà una colletta?