Muro navale nelle acque libiche: così la Merkel vuole fermare i migranti

Ecco il piano B, probabilmente quello che emergerà con chiarezza nel summit di Malta: la creazione di una line of protection, un blocco navale fatto dai libici per impedire ai trafficanti di partire dai porti che affacciano sull’Italia e su Malta. Uno schieramento che vedrebbe in prima linea i libici grazie a fondi, mezzi e addestramento europei e alle loro spalle la missione Sofia. Inoltre per distruggere il business dei trafficanti, i leader pensano di imbarcare sulle navi di Sofia e su quelle italiane uomini della Forza di gendarmeria europea per distruggere i barconi, si legge su “la Repubblica“.

Mano dura della Merkel contro i migranti

Il dispositivo verrebbe predisposto “con le forze libiche come operatori di prima linea, ma con un sostegno europeo forte”, secondo quanto si legge nel documento che dovrà essere ratificato dal vertice informale dei capi di Stato e governo Uè il prossimo 3 febbraio a Malta la cui presenza può essere un incentivo per i trafficanti a caricare i migranti su imbarcazioni inadatte a tenere il mare contando sul fatto che saranno salvati (provocando tragedie). 

Tutti i governi europei a favore della proposta Merkel

Il piano, che verrà discusso oggi e la prossima settimana dagli sherpa a Bruxelles, al momento registra un forte sostegno da parte di tutti i governi, anche quelle del gruppo di Visegrad (Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia) contrari alla redistribuzione dei richiedenti asilo all’interno dell’Unione ma favorevoli a bloccare i flussi all’origine. L’ossatura del piano sarà la strategia Mogherini-Avramopoulos che sarà presentata oggi dalla Commissione a Bruxelles. Testo che peraltro contiene i fondi per finanziare l’operazione: 200 milioni per la Libia sbloccati dalla Commissione all’interno del Africa Trust Fund disegnato da Bruxelles per chiudere accordi m stile Turchia (Migration Compact ) con i paesi di origine e transito.