Mps, Gasparri: «Dal governo grave retromarcia. Fuori i nomi dei debitori»

Un atto «grave», sostenuto da «un ragionamento discutibile». Maurizio Gasparri punta l’indice contro il governo per «la retromarcia sui nomi dei morosi Mps». E intima: «Fuori i nomi e fuori i soldi».

Dal governo «un ragionamento discutibile»

«Secondo il ministro Calenda, la lista dei grandi debitori insolventi non va pubblicata perché spetta alla banca capire se chi chiede un prestito può essere o meno in grado di onorarlo», ha ricordato Gasparri, per il quale ci si trova di fronte a una logica «francamente» piuttosto debole. «Stando a quanto emerge si tratterebbe per Mps di società di un certo rilievo o comunque di soggetti di spicco del mondo imprenditoriale italiano», ha proseguito il vicepresidente del Senato, citandone «una fra tutte». «La Sorgenia di Carlo De Benedetti che oggi – ha commentato – cerca di tirarsi fuori da questa vicenda pur essendo Sorgenia all’epoca del prestito indiscutibilmente gestita dalla famiglia De Benedetti».

Gasparri: «Tutelare i risparmiatori»

«A noi – ha aggiunto l’esponente azzurro – interessa la tutela dei risparmiatori, non di chi li ha massacrati. Per questo non solo vogliamo si faccia chiarezza sull’identità dei morosi, ma pretendiamo anche che ci sia la restituzione del debito». «È per noi una condizione preliminare perché – ha concluso Gasparri – non è possibile fare altri regali ai danni dei cittadini».