Motovedetta libica spara contro tre pescherecci italiani. Salvi per miracolo

La marina militare italiana salva migliaia di migranti in arrivo dalla Libia e per tutta risposta la marina libica attacca i nostri pescatori. È accaduto nuovamente in acque internazionali a tre pescherecci di Mazara del Vallo (Trapani). “Principessa Prima”, “Antartide” e ‘Grecale’, impegnati nell’attività di pesca a 18/20 miglia dalle coste della città libica di Bengasi. I pescatori italiani sono stati l’obiettivo di un’aggressione armata da parte di alcuni militari a bordo di una motovedetta libica. A denunciarlo è Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu. I motopesca per alcune ore sarebbero stati colpiti da raffiche di mitra da parte dei militari, che avrebbero tentato l’abbordaggio. «Miracolosamente non hanno colpito nessun pescatore – dice Tumbiolo -ma hanno provocato ingenti danni ai pescherecci colpiti dai cannoni degli aggressori».

L’aggressione libica e il silenzio del governo italiano

«La marineria siciliana ed in particolare quella di Mazara del Vallo continua a pagare un prezzo troppo alto per una guerra subita e dimenticata: la cosiddetta guerra del pesce», dice adesso Tumbiolo, che ha preso carta e penna e ha scritto al presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni. «Il più recente episodio di questa guerra – aggiunge – è raggelante. I nostri hanno dovuto lasciare le zone di pesca subendo notevoli danni economici. Soltanto grazie alla grande esperienza dei nostri capitani e al coraggio dei nostri pescatori, le imbarcazioni sono riuscite a sfuggire all’attacco e a un sequestro dalle conseguenze imprevedibili».

A Mazara del Vallo paura per la minaccia libica

«La comunità peschereccia mazarese – conclude Tumbiolo – continua a sopportare da sola, sulle sue spalle i danni economici e sociali di questi veri e propri atti di pirateria con la speranza che non ci scappi ancora una volta il morto».