È morto l’ex presidente iraniano Rafsanjani, l’ayatollah miliardario

È morto a Teheran, all’età di 82 anni, l’ex presidente iraniano Akbar Hashemi Rafsanjani. Lo scrive l’agenzia Irna, riferendo che era stato ricoverato in ospedale questa mattina presto per un attacco di cuore. Il primo incarico di rilievo di Rafsanjani risale al 1980 quando, considerato un fedelissimo dell’Ayatollah Khomeyni, viene eletto presidente del Parlamento, carica che conserva fino al 1989. Durante il conflitto contro l’Iraq (1980-1988), è stato procuratore di Khomeyni nel Consiglio di Guerra. Nel marzo 1988, Khomeyni lo ha nominato comandante in capo delle forze armate iraniane e in aprile egli decise così il cessate-il-fuoco con l’Iraq.

Rafsanjani passò la mano a Ahmadinejad

È stato presidente dell’Iran dal 1989 al 1997 e presidente dell’Assemblea di Esperti dal 2007 al marzo del 2011. Nel 2005 ha tentato di conquistare un terzo mandato presidenziale ma perse al secondo ballottaggio contro il sindaco di Teheran Mahmud Ahmadinejad. È stato fino ad oggi Presidente del Consiglio per il Discernimento dell’Iran, a cui spetta risolvere i conflitti legislativi che possono insorgere fra il Parlamento e il Consiglio dei Guardiani. Rafsajani era anche uno degli uomini più ricchi dell’Iran, grazie agli interessi personali in alcune fabbriche nazionali.

Rafsanjani, un impero dal petrolio al pistacchio

Nel 2003 la rivista Forbes lo ha inserito tra gli uomini più ricchi del mondo. Fra le sua attività, infatti, si contavano partecipazioni in diverse società, dall’immobiliare al petrolifero, senza contare gli interessi familiari del clan Rafsanjani nel redditizio commercio dei pistacchi, nell’industria automobilistica e nella gestione della più vasta rete di università private del Paese, l’Islamic Azad University, 300 campus e oltre 3 milioni di studenti.