Moro, finisce male l’audizione dell’ex Br Morucci: non gradisce le domande

Non ha avuto buon esito l’audizione, martedì sera, dell’ex Br Valerio Morucci davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro, la sesta che a partire dal 1979 si occupa del rapimento e dell’uccisione dello statista Dc. Morucci, stando a quanto riferito dal parlamentare Gero Grassi (Pd) non ha gradito i toni usati dal presidente Fioroni ed è stato evasivo e arrogante sulle domande che gli sono state sottoposte.

Morucci non gradisce le domande

”Morucci – sottolinea Grassi – è un protagonista dell’eccidio di via Fani e del rapimento di Aldo Moro. Arrestato nel maggio 1979, usufruisce di uno sconto di pena grazie alla legge sui pentiti, colleziona diversi ergastoli, ma è libero dal 1994. L’auspicio della Commissione era che finalmente partecipasse a chiudere dubbi e bugie emerse in questi anni. Ma Morucci in audizione ha subito fatto presente che non intendeva rispondere a domande con carattere penale e nei suoi interventi ha parlato di domande inquisitorie da parte del Presidente Fioroni. Ha detto più volte che non gradiva le domande, in più occasioni affermato che ‘la verità è tutta scritta e non esiste altro da aggiungere'”. Inoltre, ha anche rifiutato di presentarsi per un aggiornamento della sua audizione.

I legami con la Banda della Magliana

Morucci si sarebbe indispettito quando le domande di Fioroni hanno riguardato i legami tra Br e Banda della Magliana, definendo “sgradevoli” tali interrogativi. Questo il racconto di Grassi: “Quando Fioroni gli chiede conto del foglio di via, dell’assicurazione e del bollo dell’auto Fiat con la quale viene portato via Moro e gli contesta che questi tagliandi falsi provengono dal Salone Autocia di Roma, i cui gestori Morucci conosce da anni e che frequenta, Salone peraltro legato alla Banda della Magliana, Morucci si indispettisce dicendo che il tutto è irrilevante”.

L’elenco dei nomi di 90 terroristi 

Analogamente si comporta “quando Fioroni gli mostra alcuni fogli ritrovati nell’appartamento di via Giulio Cesare a Roma al momento del suo arresto. I fogli contengono un elenco di circa 90 persone, con alcuni nomi in codice ed indirizzi, di brigatisti noti e meno noti e di persone contigue al Terrorismo”. Su questo punto Morucci nega tutto “dice addirittura di non conoscerne l’esistenza mentre sono allegati, come corpi di reato, all’ordinanza del suo arresto. Dice di non averli mai visti e che forse erano nell’appartamento di Conforto (Giuliana Conforto, proprietaria dell’appartamento-covo dove si nascondevano Morucci e Adriana Faranda, ndr), ma non suoi. Insomma, Morucci ha chiuso le porte in faccia alla verità, rifiutando di presentarsi il prossimo lunedì, giorno in cui era stato fissato
l’aggiornamento della dell’audizione”.