Mentre l’Europa abbaia alla luna, Trump e Putin sfidano l’Isis

Mentre l’Europa abbaia alla luna e la Gran Bretagna annucnia una petizione anti-tycoon, accusando Donald Trump di provvedimenti incongui e di giustizialismo anti-isalmico, il presidente americano registra e incassa il primo, più che positivo contatto telefonico intercorso con Vladimir Putin sabato scorso: un colpo diplomatico messo a segno in termini politici e personali, con i due leader convinti assertori della volontà di lavorare insieme nell’interesse nazionale dei loro Paesi e, concretamente, conto l’Isis e il terrorismo jihadista.

Telefonata tra Trump e Putin: uniti contro l’Isis

E allora, a riferire sul clima della telefonata, proficua quanto costruttiva e amichevole, è stato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov che, citato dall’agenzia di stampa Tass, ha spiegato: «La conversazione avvenuta tra Trump e Putin è stata buona: ha dimostrato rispetto reciproco e la volontà di entrambi i leader di comunicare, senza fare lezioni l’un l’altro, e basandosi sugli interessi nazionali dei rispettivi Paesi di cui sono alla guida». Non solo: secondo il capo della diplomazia di Mosca, il colloquio tra i due presidenti che, «per evidenti ragioni, è stato concentrato su questioni concettuali, senza entrare nei dettagli, ha mostrato un ampio spettro di settori in cui gli interessi di Russia e Stati Uniti coincidono». Secondo Lavrov, infine, «la “mission” diventerà regolare non appena si saranno insediati tutti i membri del gabinetto di Donald Trump che si occupano di politica estera».

Il colloquio con il re saudita

Non solo: a chi sottolineava polemicamente il salvataggio dei cittadini sauditi, non inclusi dall’ordine esecutivo firmato da Donald Trump che vieta per 90 giorni l’ingresso negli Usa ai profughi di sette Paesi a maggioranza musulmana, il presidente statunitense ha di fatto risposto con un colloquio telefonico avuto con il re saudita Salman bin Abd Al-Aziz Al Saud che ha avuto al centro della conversazione la lotta al terrorismo e i conflitti in Siria e Yemen: un punto imprescindibile nellèagenda di entroambe i leader a confronto dal quale è emersa la volontà di rafforzare la lotta al terrorismo e la cooperazione economica. Tutto mentre l’Unione europea si scaglia contro l’iniziativa presidenziale americana che ha teso a chiuderee le frontiere e blindare i confini da possibili ingressi di immigrati pericolosi che, provenienti da zone belliche, a potrebbero replicare negli Usa il caos – denunciato da Trump proprio in queste ore – generato nel vecchio Continente dove, da Londra a Parigi, passando per Monaco, Nizza e Berlino, di sangue innocente versato per le strade si parla da anni, ininterrottamente…