Risibile mascherata degli anti-Trump: protestano travestiti da Ku Klux Klan

Davvero non sanno più cosa fare per esorcizzare la sonora sconfitta elettorale: oggi gli anti-Trump hanno inscenato una ignobile mascherata, sfilando con le tuniche del Ku Klux Klan per contestare il senatore repubblicano Jeff Sessions. “Ho orrore per il Ku Klux Klan e quello che rappresenta”, ha detto forte e chiaro il senatore Sessions, replicando ai dimostranti che, in apertura della sua audizione di conferma al Senato, hanno indossato i famigerati cappucci bianchi del clan razzista in segno di protesta contro la sua nomina a ministro della Giustizia. Il senatore si è poi difeso ancora una volta dalle accuse di razzismo che oltre 30 anni fa gli hanno impedito di diventare giudice federale: “Sono stato accusato nel 1986 di non aver protetto il diritto di voto degli afroamericani”, ha ricordato, bollando queste accuse come “false in modo dimostrabile”. “Voi sapete chi sono e conoscete quello in cui credo, sapete che ho un rispetto reverenziale per la Costituzione e l’impegno a rispettare la legge, sapete che credo nella giustizia, imparzialità e pari opportunità di fronte alla legge”. Così Session nel suo intervento di apertura di fronte alla commissione del Senato che dovrà ratificare la sua nomina, si è difeso in anticipo dalle accuse che sicuramente gli saranno rivolte dai democratici riguardo alle sue presunte posizioni razziste. Anche se non vi sono possibilità che il senatore non ottenga la ratifica della nomina, dal momento che basterà la maggioranza semplice nel Senato controllato dai repubblicani, la sua conferma sarà una di quelle destinata a raccogliere la maggioranza di proteste ed opposizioni.

I manifestanti protestano per il presunto razzismo di Sessions

Il senatore dell’Alabama infatti negli anni ottanta si è visto negare, sempre dalla commissione Giustizia del Senato, la nomina a giudice federale perché accusato pubblicamente di comportamenti e battute razziste mentre era procuratore. Le proteste sono iniziate in aula ancora prima dell’inizio dell’audizione, con gli agenti di sicurezza che hanno fatto uscire dalla sala due dimostranti travestiti da membri del Ku Klux Klan. Prima che fossero invitati ad uscire, i due dimostranti hanno alzato cartelli con la scritta KKK e “Go Jeffie Boy” inneggiando ironicamente al senatore che potrà “proteggere tutti i bianchi”. Altri dimostranti hanno poi urlato “No Trump, no KKK no all’America fascista”. Ma, secondo Sessions oggi ha ribadito che il dipartimento di Giustizia “non deve mai arretrare dal suo obbligo di proteggere i diritti civili di ogni americano, soprattutto i più deboli”. Riguardo poi al suo programma politico, Sessions propone una linea law and order promettendo tolleranza zero verso quella che definisce “un’ascesa della criminalità” che viene ereditata dall’amministrazione Obama dopo anni di declino. “Questo trend non può continuare”, ha aggiunto, facendo riferimento in particolare alle situazioni a Chicago e Baltimora. Sessions, che si è preparato per settimane a queste audizioni, per evitare di cadere in qualsiasi trabocchetto, ha anche sottolineato la necessità di rilanciare la lotta “al terrorismo radicale islamico” e il sostegno alle forze di polizia, un riferimento suonato come una critica alle posizioni assunte dall’amministrazione uscente durante le proteste del movimento Black Lives Matter.