Il marketing dei pusher marocchini: banco dei pegni in cambio di cocaina

Un banco dei pegni “artigianale” in cambio di cocaina. Non si può dire che non abbiano inventiva i due pusher marocchini che, per andare incontro alle esigenze dei clienti, hanno pensato bene di allestire una sorta di banco dei pegni a casa propria, in via Veneri a Reggio Emilia: oggetti in cambio di cocaina.
Chi non poteva pagare, a garanzia del credito poteva lasciare preziosi in orocapi d’abbigliamento firmati che poteva, poi, riavere indietro solo a
saldo del dovuto.

I due intraprendenti pusher marocchini, però, alla fine sono finiti in manette, arrestati dai carabinieri dell’aliquota operativa della Compagnia di Reggio Emilia al termine di una lunga attività antidroga.
L’accusa per i due geni del marketing dello spaccio marocchiniAbdellahk El Jaddani e Mohammed El Boug, entrambi 40enni, è ora di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti.

A dimostrazione che le leggi italiane non funzionano è emerso che uno dei due, Mohammed El Boug, nel maggio del 2015 era già stato espulso dall’Italia e rispedito in Marocco via aereo a spese nostre. Ma era rientrato in Italia senza che nessuno lo controllasse e lo fermasse. E aveva cominciato, tranquillamente, a spacciare.

Ai due pusher marocchini i carabinieri hanno sequestrato alcuni grammi di cocaina, un bilancino di precisione, 500 euro, ritenuti provento dello spaccio, e 5 telefoni cellulari con i quali, secondo i carabinieri, i due spacciatori rimanevano in contatto con i clienti.

Quelli che erano sospetti si sono poi concretizzati nel momento in cui i militari dell’Arma hanno notato e, quindi, controllato, un giovane italiano
seduto su una panchina che stava sniffando cocaina. Ai carabinieri è stato sufficiente controllare il cellulare per scoprire che l’ultima telefonata fatta da giovane era indirizzata al numero di telefono di uno dei due pusher marocchini.

Il ragazzo, interrogato, ha svelato di servirsi da tempo dai pusher marocchini proprio perché esisteva questa sorta di banco dei pegni: era possibile acquistare cocaina a credito dando, a garanzia del creditopreziosi e capi d’abbigliamento.
Immediato è scattato il fermo dei due pusher nordafricani: portati in caserma, sono, poi, stati arrestati con l’accusa di concorso in spaccio di stupefacenti.