Marino assolto per l’affare scontrini. E ora l’ex sindaco pensa alla rivincita

L’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, sfiduciato dai suoi stessi compagni di partito, si prende la sua rivincita con l’assoluzione sull’affaire degli scontrini. Così recitano le motivazioni delle sentenza con cui Marino viene scagionato: “L’intero procedimento delle spese di rappresentanza sarebbe stato gestito dallo staff di Marino senza che questi ne avesse specifica contezza, un fatto amministrativamente non commendevole”. Inoltre non è stato provato che Marino avrebbe cenato con i familiari nelle cinque cene finite sotto accusa. 

Furono i grillini a denunciare le cene di rappresentanza 

Per l’ex sindaco è un periodo d’oro: prima ha assistito al tracollo di Matteo Renzi e adesso all’archiviazione delle denunce grilline sulle sue spese di rappresentanza. Denunce che presero l’avvio nell’ottobre del 2015 con un esposto che era firmato da quattro dirigenti Cinquestelle, tra i quali figurava anche l’attuale sindaca Virginia Raggi. 

Marino esulta sul suo blog

”Le motivazioni della sentenza che mi assolve inequivocabilmente da ogni accusa – scrive Marino sul suo blog in un post dal titolo ‘La verità in 54 pagine di sentenza’ – fanno giustizia di ogni insinuazione sulla mia onestà e sulla mia onorabilità. Restano, incancellabili, le campagne denigratorie, le aggressioni mediatiche, e soprattutto il delitto politico che su quella campagna e su quella aggressione ha fatto leva per realizzarsi”.

Marino vuole tornare in campo

Sulla circostanza dell’assoluzione Ignazio Marino costruirà la sua ridiscesa in politica? E’ presto per dirlo. Di certo l’ex sindaco ci sta facendo un pensierino, magari sfruttando anche l’ironia della Rete dove sono circolate le foto dell’ex sindaco con la scritta “Dite la verità, vi manco?”. In realtà anche Marino non si sottrae al mantra cui sottostanno i sindaci che a Roma devono prendere atto della propria impotenza: scaricare sui predecessori ogni colpa, immaginando di poter costruire un buon governo sui fallimenti di quello precedente.