“Mano invisibile bis”, l’indagine che stila la “mappa” dei borseggi sul bus

Sei mesi di controlli sui bus culminati in 11 arresti, 23 denunce a piede libero e 1 fermo di polizia giudiziaria: questi i numeri dell’indagine torinese ribattezzata “Mano invisibile bis” e che rappresenta la continuazione di una prima operazione effettuata nel giugno scorso, che aveva portato all’emissione, da parte del gip, di 21 misure cautelari  in carcere.

Borseggi sui bus, l’indagine “Mano invisibile bis”

Il bilancio delle attività di controllo condotte dagli agenti della Polizia municipale sui mezzi pubblici torinesi – finalizzate a contrastare i borseggi per lo più a danno di anziani, donne e minori – parla chiaro: target, modus operandi e borseggi adottati dai ladri in azione tra una fermata e l’altra dell’autobus per sottrarre telefoni cellulari e portafogli, sono quasi sempre gli stessi. Si tratta, infatti, di persone che, in genere, agiscono in gruppi, ognuno con un compito ben preciso: uno esegue materialmente il borseggio, altri effettuano la schermatura con il proprio corpo, sia nei confronti della vittima, sia di possibili  testimoni; altri ancora, infine, cercano di creare dei diversivi utili a distogliere l’attenzione dall’azione furtiva in corso. Anche il “campo d’azione”, come detto, è quasi sempre il mondo del trasporto pubblico, essendo i bus e le pensiline affollate i luoghi d’azione prediletti da ladri e borseggiatori comuni. Dunque, se in un’ideale classifica del borseggio metropolitano, autobus e fermate risultano essere i luoghi d’azione più “gettonati”, non si esclude comunque che, anche le zone antistanti gli uffici postali o le banche nel periodo di ritiro delle pensioni, come quelle limitrofe alle scuole e agli uffici nelle ore d’entrata e d’uscita, come negli orari di punta nelle aree mercatali, siano le altre.

Una mappa, con tanto di orari e luoghi, dei borseggi

Una vera e propria mappa della pericolosità microcriminale – con tanto di profilo delle vittime prescelte, degli orari e dei luoghi a rischio – desunta da questa operazione ribatezzata appunto “Mano invisibile bis”, per ottemperare alla quale gli agenti della Polizia municipale hanno effettuato arresti in flagranza, raccolta di “precedenti”consultato banche datienumerato denunce e, non ultimo, utilizzato immagini della videosorveglianza a bordo dei mezzi pubblici in collaborazione con  Gtt. Al termine delle verifiche, poi, sono state eseguite nelle ultime 48 ora altre 5 misure cautelari in carcere. Conseguito, intanto, un primo, importante risultato: per effetto dei controlli, i borseggi sui mezzi pubblici, secondo i dati forniti da Gtt, negli ultimi sei mesi di sono ridotti del 51% rispetto al semestre precedente.