M5S, base divisa sulla censura di Beppe Grillo ai parlamentari

Base divisa, almeno stando ai commenti postati sul blog di Beppe Grillo al post sulla stretta ai parlamentari sulle uscite comunicative. Gli attivisti si dividono tra chi grida  alla “censura” e chi invece plaude a un post “contro i rosiconi che popolano il Movimento in Parlamento”. C’è di tutto, scorrendo la  pioggia di commenti. Non manca, come al solito, chi plaude all’uscita  di Grillo, ma si contano anche molti interventi critici.

In tanti si chiedono chi abbia deciso la svolta trumpista che sembra  attraversare i vertici del Movimento. “Non ho capito quando è stato  che gli iscritti inneggiavano a Trump e Putin, o chiedevano di votare  con l’Italicum o di aderire ad Alde”, scrive Federico. “Giustissimo –  sostiene di contro un altro attivista – c’è gente che si è montata la  testa e si è dimenticata come e perché si trova in Parlamento”.

C’è anche chi auspica a un silenzio totale. “Non ne capisco nulla di  come si gestisce un partito – ammette Patrick – ma a questo punto  credo che tanto vale tornare al silenzio mediatico totale, se in  un’intervista il giornalista fa una domanda non pre discussa con il  responsabile che fa? Telefona?”.

Ma in tanti criticano le parole di Grillo, invitandolo a fare quel passo di lato annunciato e poi venuto meno. “Vabbé – scrive  Enzo de L’Aquila – di questo passo non eleggiamo più delle persone ma  facciamo prima a comprare un esercito di robot. Questi eletti stanno  in caserma, ora devo chiedere il permesso anche per un post su Facebook. E per andare in bagno?”.

E c’è chi polemicamente chiede: “Questo vale anche per te, giusto  Beppe? Non si fanno sconti a nessuno, quindi anche tu prima di  intervenire dovrai chiedere il parere dei responsabili della  comunicazione, probabilmente ti avrebbero evitato qualche uscita  infelice”.

“Non possiamo ridurre i nostri eletti a dei fantocci, dei robot mossi  da migliaia di indici cliccanti”, gli fa eco Eros. Mentre qualcuno  rispolvera l’antico motto del Movimento -“uno vale uno”- ma condendolo con l’intramontabile battuta del Marchese del Grillo: “‘Perché io so io e voi non siete un cazzo'”.