M5S, al via il voto sul codice etico. «Mettono le mani avanti per Roma»

Andrà avanti fino alle 19 la votazione online sul nuovo codice etico del M5S, che contiene le norme nel caso in cui esponenti grillini eletti nelle istituzioni vengano coinvolti in vicende giudiziarie. Le votazioni sono iniziate alle 10 e sono aperte a coloro che si sono iscritti entro il primo luglio 2016. 

Il nuovo codice etico non convince

Oltre che sul nuovo codice etico gli iscritti sono chiamati a esprimersi anche sul programma Energia e, in particolare, a rispondere alla domanda: «Sei d’accordo con lo stop di importazione dell’energia nucleare durante l’arco della legislatura di governo del M5S?». Dunque, sembra che Grillo & co si considerino già di fatto eletti al governo del Paese, ma proprio il nuovo codice etico, spacciato come una svolta garantista, appare come l’ennesima giravolta di cui già più d’uno inizia a chiedere conto. A partire da chi ha smesso da un po’ a credere nelle promesse del movimento.  

«Il M5S mette le mani avanti per Roma»

«Più che di svolta “garantista” di Grillo, parlerei di svolta “convenientista”», ha commentato Domenico Messinese, sindaco di Gela espulso dal movimento, per il quale il M5s «si prepara a una sanatoria e mette le mani avanti nel caso in cui il futuro riservi sorprese a Roma o nelle altre città amministrate da loro». Dunque, per il primo cittadino di Gela il sospetto è che le modifiche alle regole, «sempre più discrezionali», avvengano ora perché «c’è qualche problema a Roma e Livorno». Ad oggi, dunque, per Messinese, «il movimento è peggio  degli altri partiti», anche perché «è privo di contenuti e strategia e fa del populismo la sua bandiera, ma per governare non bastano la propaganda e l’aria fritta, né tanto meno la violenza verbale».

E c’è chi chiede un «codice per l’attuazione del programma»

Ma anche chi è ancora dentro non manca di segnalare criticità, prima fra tutte proprio l’assenza di obiettivi programmatici. Per il deputato Luigi Gallo, per esempio, il codice etico non basta e «il M5S deve chiedere da subito ai propri sindaci un cronoprogramma che realizzi in tempi certi ciò che è stato promesso alle comunità locali attraverso il voto». «Non basta preservare l’immagine del M5S», ha scritto Gallo su Facebook. Secondo il deputato grillino, infatti, «è necessario un codice anche per l’attuazione del programma del M5S». Un modo neanche troppo indiretto, insomma, per sottolineare che fin qua sul piano programmatico si registra un sonoro fallimento.