L’Italia risponde sulle emissioni: la Fiat 500 X è conforme, la Ue straparla…

Prosegue la guerra industriale contro Fiat-Chrysler, e senza esclusione di colpi. In base agli ultimi elementi, potrebbe essere stata un’aggressione “politica” contro Fca in vista dell’elezione di Donald Trump. “L’Italia sta lealmente collaborando per gli incontri alla commissione di mediazione Ue su Fiat 500 X. Non è stato disdetto alcun appuntamento. Dai test sulle emissioni sui veicoli Fca, compresa la Fiat 500 X, i veicoli risultano conformi”. È una nota del Ministero dei Trasporti a fare il punto sul caso emissioni. “Non risulta che la Commissione Europea abbia verifiche proprie che confermino i test tedeschi sui veicoli Fca”, aggiunge. Alla richiesta da parte dell’Autorità di omologazione tedesca di una specifica verifica rispetto alla conformità del veicolo Fiat 500X, Euro 6, alle prescrizioni in materia di emissioni inquinanti presentata nell’aprile e maggio 2016, infatti, la Dg della Motorizzazione inviò, spiega il Mit, “una dettagliata relazione dalla quale si evince che Fiat 500 X, a differenza di quanto sostenuto dalla Germania, è conforme alla normativa vigente”. Sul veicolo infatti, annota ancora il Mit, “non è stato riscontrato alcun sistema di manipolazione ”defeat device” non ammesso dalla vigente normativa”. La relazione venne presentata alla Commissione Europea ed alla Germania il 4 novembre scorso nel corso della prima riunione del Comitato di mediazione specifico sulla Fiat 500 X. Saranno comunque fornite ulteriori dettagliate informazioni in vista della prossima riunione del comitato di mediazione sulla Fiat 500 X a cui l’Italia parteciperà”, prosegue la nota del Mit che ai rilievi della portavoce della Commissione Ue per l’Industria, Lucia Caudet, risponde: “L’Italia ha sempre puntualmente risposto alle richieste della Commissione Ue. Dire che l’Italia ha disdetto l’appuntamento, quando i due Paesi e la Commissione stanno solo cercando una data comune, è una ricostruzione perlomeno infondata. Il Mit ha proposto date nei mesi di gennaio, febbraio e marzo ed è in attesa di conoscere la disponibilità da parte della Commissione e della controparte tedesca”. D’altra parte, aggiunge il Mit, “non risulta, inoltre che la Commissione Europea abbia compiuto verifiche proprie che confermino gli esiti dei test tedeschi sui veicoli Fca”. In più circostanze, infine, conclude la nota del ministero guidato da Graziano Delrio, l’amministrazione tedesca ha tentato di interloquire direttamente con Fca quando “ogni dialogo in sull’argomento ‘per legge’ deve avvenire fra le competenti autorità di omologazione, modalità a cui si è attenuto il Mit quando sono giunte dalla Epa (Usa) le prime comunicazioni in merito alla presunta non conformità dei veicoli Vw”.

Gli ambientalisti: la Fiat è in buona compagnia…

Altre notizie vengono dalla Germania: “È vero, nei nostri test del 2016 abbiamo trovato nella Fiat 500X gli indizi di un defeat device che disattiva il controllo delle emissioni per 22 minuti, ma Fca non è l’unico costruttore a ricorrere a sistemi del genere: è in buona compagnia”. Così fonti dall’associazione ambientalista tedesca Deutsche Umwelthilfe (DUH), ricordano i risultati delle loro verifiche su una serie di modelli diesel Euro6, che hanno portato oggi il portavoce del ministro dei trasporti tedesco Alexander Dobrindt a chiedere il richiamo di alcuni modelli Fca. Dalla DUH contestano anche le risposte giunte da Torino per motivare il comportamento del sistema di spegnimento delle emissioni: “Come Fiat anche altri costruttori tedeschi sostengono che non si tratti di sistemi illegali ma di dispositivi di protezione del motore. Ma le norme dicono che il sistema di controllo delle emissioni deve comportarsi sempre nello stesso modo, ovvero nella guida reale. Invece nel caso di Fiat questo sistema protegge il motore solo per 22 minuti: è un comportamento che non ha alcun senso. Ma ci sono anche altri metodi usati, tanto per dire, da Opel o Mercedes: bene, per noi tutti i sistemi che portano a un aumento delle emissioni in maniera così netta sono defeat device e quindi illegali”. Dall’associazione, peraltro, potrebbero arrivare nuove sorprese visto che è pronto un round di nuove verifiche: “Vogliamo vedere come una serie di modelli si comportano in inverno, perché sappiamo che molti costruttori tagliano i sistemi di controllo delle emissioni a basse temperature. I risultati dovrebbero arrivare fra marzo e aprile”. Dal DUH non nascondono comunque i timori che neanche la prossima modifica delle procedure di omologazione dal laboratorio alla guida reale possa mettere al riparo da irregolarità: “Magari ci saranno aggiornamenti del software che riconosceranno se un’auto viene testata in guida reale, è una opzione che non possiamo escludere”. Da parte sua l’Italia reagisce: “Su emissioni auto #Italia non accetta lezioni: rigore e trasparenza a partire da caso #Volkswagen, impegno Ue è test su strada in 2017”. Lo scrive su twitter il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti.