Contro l’inciucio la Meloni mobilita la piazza: «Tutti a Roma il 28 gennaio»

L’appuntamento è fissato per il prossimo 28 gennaio a Roma. E sarà una manifestazione a sostegno della sovranità nazionale. Ma l’intenzione di Giorgia Meloni, che lo ha lanciato sin dal giorno della staffetta a Palazzo Chigi tra Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, sarà anche un modo per testare il grado di coesione della coalizione attualmente messa a dura prova dalle polemiche tra Salvini e Berlusconi.

FdI-An manifesterà sotto Palazzo Chigi

In questo mese circa che ci separa dal varo del nuovo governo, la voce della leader di FdI-An si è sentita soprattutto nell’invocare il ritorno alle urne, dopo quattro anni di manovre di palazzo che hanno prodotto tre governi – Letta, Renzi e ora Gentiloni – nessuno dei quali legittimato dalla volontà popolare. È vero che siamo in una repubblica parlamentare, ma è altrettanto vero che ai milioni di “no” al referendum che hanno licenziato il governo Renzi si è risposto con quello Gentiloni che ne è la sbiadita fotocopia. Un vero schiaffo in faccia agli italiani. Non stupisce, dunque, che la Meloni ribadisca con maggiore forza la necessità di mobilitare l’opinione pubblica per una risposta popolare all’arrocco degli oligarchi del Pd.

La Meloni: «Spero ci sia anche Forza Italia»

La Meloni si è detta «basita» dall’intervista di Renzi a Repubblica. Un’intervista in cui l’ex-premier sembra essersi convertito alla tesi della scadenza naturale della legislatura. «Ma gli italiani non sono scemi», avverte la Meloni rilanciando la manifestazione del 28 gennaio che servirà anche a «dare a lui e al Pd un’altra lezione di democrazia e di libertà». La leader di FdI-An ha anche un “pensierino” con Berlusconi, apparso in queste settimane molto in sintonia con Renzi. «Smetta di rincorrerlo con interviste da innamorato deluso – è l’esortazione della Meloni – e scenda in piazza con Forza Italia in difesa della sovranità nazionale. È l’occasione per fare una scelta di campo e dire con chiarezza se si è alternativi alla sinistra o se si spera segretamente di divenire suoi complici».