Lettera minatoria al figlio del ministro Poletti. Ora gli daranno la scorta?

Il figlio del ministro Poletti nel mirino? A Faenza, in provincia di Ravenna, una busta con tre proiettili calibro nove è stata recapitata nei giorni scorsi alla redazione  di SetteSereQui a Manuel Poletti, direttore del giornale e figlio del ministro del Lavoro, assurto alle cronache per l’infelice frase sui giovani che emigrano all’estero.

Poletti junior e le minacce di morte

Nella busta c’era anche una lettera in cui si legge la frase: «Ti ammazziamo, guardati alle spalle». E, incollata sopra, una fotografia di Manuel Poletti ritagliata da un articolo di stampa. A darne notizia è Il Resto del Carlino. L’episodio , ancora tutto da indagare, ha indotto la prefettura ad aumentare il servizio di vigilanza al quale il 42enne era già stato sottoposto dopo le prime minacce ricevute su facebook, per le quali aveva presentato denuncia. In seguito alle frasi del ministro Giuliano Poletti sui giovani emigrati dall’Italia. «Le indagini erano già iniziate allora – ha commentato il giornalista – ho piena fiducia nelle forze dell’ordine. Questo fatto mi preoccupa, ma mi sforzo di rimanere sereno». Le colpe dei padri non devono ricadere sui figli. Niente giustifica una minaccia di morte. Certo è che il ministro Poletti è scivolato su una brutta buccia di banana, una frase infelice («Conosco gente che è andata via e che è bene stia dove è, perchè questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi…»), tanto più grave in un contesto politico e sociale di grande allarme per la disoccupazione dei giovani italiani.