L’emirato di Dubai si schiera con Trump. E su Twitter scoppia la rissa

Il capo della Sicurezza generale dell’Emirato di Dubai, il generale Dhahi Khalfan Tamim, si schiera a favore della decisione di Donald Trump dopo la firma del contestato ordine esecutivo  sull’immigrazione e la sospensione del programma di reinsediamento dei rifugiati negli Stati Uniti, che non riguarda gli Emirati arabi uniti.

Dubai si schiera con Trump

Con una vera e propria valanga di tweet dai toni infuocati e molto poco “politicamente corretti”, il generale afferma che gli Usa hanno già «accolto popoli arretrati a sufficienza» e dice di «sostenere al 100%” la decisione di Trump, anche se – si legge – l’unico Paese che non merita di essere inserito è il Sudan, mentre per il resto l’ordine esecutivo ci sta al 100%».Perché siete infastiditi dal fatto di non poter andare in America e intanto nei vostri Paesi ci sono province dove avete il divieto di entrare?, chiede polemicamente il capo della Sicurezza di Dubai, e poi perché andate in America e vi perdete lì? Restate nei vostri Paesi miserabili». 

Fiumi di tweet contro il generale

Khalfan, che ha fatto infuriare tanti utenti di Twitter nel mondo arabo anche per i duri commenti contro l’Iran e gli sciiti in Iraq e Yemen, parla di «Paesi che si scannano tra loro per nulla» e ribadisce la linea di Trump: «Non è necessario che l’America accolga popoli arretrati perché ne ha già accolti a sufficienza in passato». I tweet si susseguono da ore dopo che già domenica sera (dopo il colloquio di domenica tra Trump e il principe ereditario di Abu Dhabi e vicecomandante supremo delle Forze Armate degli Emirati, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan) il generale si aveva suscitato non poche ire per il messaggio in cui affermava che «i gruppi improduttivi non meritano di stare in America, che siano iraniani, iracheni o somali».