Legge elettorale, prove di unità nel centrodestra in attesa della Consulta

Il centrodestra prova a riorganizzarsi in vista delle prossime scadenze elettorali amministrative (tra aprile e giugno) ma, soprattutto, punta a recuperare un’unità effettiva dopo le polemiche delle scorse settimane. Il tema è sempre quello della legge elettorale. Il 24 gennaio si pronuncerà la Consulta e da quel momento la discussione nei partiti e tra i partiti avrà toni e modalità meno accademici.

Quagliariello: «La compattezza del centrodestra è prioritaria»

Si candida a tessitore dell’unità della coalizione Gaetano Quagliariello, presidente di “Idea – Popolo e libertà“, che in queste ore ha chiamato a raccolta un centinaio di amministratori locali in una convention tenutasi a Palazzo San Macuto: «Il punto centrale per il centrodestra – ha avvertito l’ex-ministro delle Riforme – resta la ridefinizione dell’agenda di una politica che non può essere distante dalle idee e dalla conoscenza». La scommessa è quella «di essere riconoscibili in Parlamento e incisivi, come lo siamo stati, come piccolo drappello, nella battaglia sulle unioni civili». Sulla legge elettorale e sulla querelle tra sostenitori del proporzionale (Berlusconi) e fautori del ritorno al Mattarellum (Salvini e la Meloni), Quagliariello invita a non perdere «il riferimento alla coalizione». Quanto alla legge elettorale, privilegia l’esigenza di «essere seri: dobbiamo dare al Paese una legge elettorale che non venga bloccata dalla Corte Costituzionale prima di entrare in vigore». Di unità parla del centrodestra parla anche Alessandro Cattaneo, membro del Comitato di presidenza di Forza Italia: «Se le forze di centrodestra sapranno essere unite – ha dichiarato in una nota -, saranno competitive qualunque sia il sistema elettorale con cui andremo al voto. L’impegno e la presenza in campo del presidente Berlusconi saranno determinanti per la vittoria alle elezioni politiche».

Rampelli contro il «duo Renzi-Padoan»

Non si sofferma sullo stato di salute del centrodestra ma muove un duro attacco alla politica economica del governo il capogruppo di Fratelli d’Italia-An Fabio Rampelli. «Il nuovo, incessante, aumento del debito pubblico, registrato da Bankitalia – ha detto l’esponente di FdI-An – è l’ennesimo pugno nello stomaco degli italiani. Costretti a tirare la cinghia, ad affrontare sacrifici inauditi senza vedere modificarsi la drammatica condizione debitoria del Paese. Il tutto a causa delle politiche economiche e fiscali sbagliate dei governi. L’ultimo fallimento colpisce indiscutibilmente il duo Renzi-Padoan e il Pd».