Latitanza di Lo Russo: arrestato a Napoli un noto gioielliere di Chiaia

La Dia di Napoli ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea, nei confronti di Luigi Scognamiglio, gioielliere e titolare del marchio di orologi “Calabritto 28” con negozi nei quartieri napoletani di Chiaia e Vomero. Secondo gli investigatori, Scognamiglio avrebbe favorito la latitanza di Antonio Lo Russo, esponente di vertice dell’omonimo clan
camorristico, oggi collaboratore di giustizia, fornendogli assistenza logistica e materiale.

A Lo Russo un’abitazione a Chiaia

In particolare, l’imprenditore, durante il primo periodo della latitanza di Lo Russo e fino al suo trasferimento all’estero, avrebbe messo a sua disposizione un’abitazione in zona Chiaia, nei pressi di uno dei suoi negozi, fornendogli vitto e occupandosi di ogni sua esigenza personale, tra cui la convocazione e l’accompagnamento di affiliati e della moglie, e ospitandolo per un periodo anche nella sua abitazione.

Le conferme dalla moglie Anna Gargano

A far luce sul periodo che va dal maggio 2010, quando Lo Russo sfuggì a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, fino all’estate dello stesso anno, quando si trasferì all’estero, sono stati diversi collaboratori di giustizia tra i quali lo stesso Antonio Lo Russo. Le sue dichiarazioni sono state confermate dalla moglie, Anna Gargano, sottoposta ai domiciliari per estorsione, la quale ha dichiarato di aver incontrato più volte il marito nell’abitazione messa a disposizione da Luigi Scognamiglio, detto “Gigino Elite”, che descriveva come «uno degli amici puliti di Tonino». Anche alcuni collaboratori di giustizia del clan Amato-Pagano hanno indicato Scognamiglio quale soggetto che aveva favorito la latitanza di Lo Russo.