L’anatema del Papa contro i preti pedofili (e chi li ha protetti)

2 Gen 2017 16:34 - di Mariano Folgori

I casi di pedofilia nella Chiesa e la piaga che hanno prodotto nel cuore di tanti fedeli tornano in un’accorata lettera di Papa Francesco.  La Chiesa “piange non solo  davanti al dolore procurato nei suoi figli più piccoli, ma anche  perché conosce il peccato di alcuni dei suoi membri: la sofferenza, la storia e il dolore dei minori che furono abusati sessualmente da  sacerdoti. Peccato che ci fa vergognare”. È quanto scrive il Papa in una lettera ai vescovi in occasione della Festa dei Santi Innocenti. Non è la prima volta che il Papa affronta questo questo tema dolorosissimo. Ma questa volta lo fa con un senso di  dolore ancora più grande

“Persone che avevano la responsabilità della cura di questi bambini – osserva sempre il Papa-   hanno distrutto la loro dignità. Deploriamo questo profondamente e  chiediamo perdono. Ci uniamo al dolore delle vittime e a nostra volta  piangiamo il peccato. Il peccato per quanto è successo, il peccato di
omissione di assistenza”. E anche -si tratta certamente del passaggio più duro –  il “peccato di nascondere e negare, il peccato di abuso di potere”. L’accusa è chireamente rirvolta contro quei vcescovi che non hanno fatto nulla per denunciare i casi di abussi sessuali 

Bisogna essere “sensibili  alla realtà che ci circonda” e difendere i bambini dai “nuovi Erode  dei nostri giorni”.”Oggi anche a noi, pastori, viene chiesto di essere uomini capaci di ascoltare e non essere sordi alla voce del Padre, e così poter essere  più sensibili alla realtà che ci circonda. Oggi, tenendo come modello San Giuseppe, siamo invitati a non lasciare che ci rubino la gioia.  Siamo invitati a difenderla dagli Erode dei nostri giorni. E come San
Giuseppe -aggiunge Il Papa- abbiamo bisogno di coraggio per  accettare questa realtà, per alzarci e prenderla tra le mani. Il  coraggio di proteggerla dai nuovi Erode dei nostri giorni, che  fagocitano l’innocenza dei nostri bambini”. Il nostro mondo non ama i bambini, nonostante la retorica mielosa che tracima in tv dirante le festività festività natalizie. 

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