Laghi ghiacciati e boschi coperti di neve: così il freddo cambia le oasi Wwf

Non solo problemi. L’ondata di freddo che ha investito l’Italia sta regalando anche scenari inediti e suggestivi, che mostrano intere zone del Paese così come non si erano mai viste prima. Accade anche alle riserve Wwf, con laghi gelati, boschi innevati, paesaggi naturali quasi irriconoscibili, di cui l’organizzazione traccia una sorta di mappa. 

Le Oasi Wwf come non si sono mai viste

Il Wwf segnala, in particolare, laghi gelati nell’Oasi Vasche di Maccarese nel Lazio dove volpoche e avocette pattinano letteralmente sul ghiaccio. Accade anche nello specchio d’acqua ghiacciato dell’Oasi Pantano del Pignola, in Basilicata, dove gli uccelli, soprattutto folaghe insieme a una coppia di cigni, si sono radunati nella parte centrale del lago ancora libera. A nord, nell’Oasi di Valle Averto, i laghi ghiacciati hanno spinto gli uccelli a spostarsi in altre aree, lo stesso è accaduto nel Lago di Alviano sul fiume Tevere e nell’Oasi di Ripabianca di Jesi nelle Marche. Nella Riserva naturale di Guardiaregia-Campochiaro, comprensorio del Matese molisano, l’area montana è sommersa da un metro di neve, un evento comunque non insolito, precisa il Wwf. Anche l’Oasi degli Astroni, nei Campi Flegrei, mostra un insolito bosco innevato. Nel leccese la forte ondata di gelo ha colpito anche l’Oasi delle Cesine: le forti nevicate nella Regione hanno reso suggestivo il paesaggio creando però qualche disagio.

Gli interventi per aiutare gli animali

«Certamente si stanno verificando fenomeni locali non frequenti. In natura comunque freddo e neve fanno parte del ciclo naturale e in tal senso le specie animali e vegetali si sono adattate ad affrontarli. Se in certe condizioni si verifica un impatto sugli animali ciò è dovuto al fatto che le condizioni naturali sono state in qualche modo alterate dall’uomo», ha spiegato Antonio Canu, presidente di Wwf Oasi. «In generale – ha aggiunto – nelle Oasi si interviene quando è necessario per trattenere quegli animali che, in cerca di cibo, potrebbero spostarsi in altre aree non protette o peggio, finire sotto i colpi dei cacciatori». Per questo il Wwf aveva chiesto la sospensione dell’attività venatoria, oltre ad essersi attivato per arginare le difficoltà che interessano prevalentemente i piccoli passeriformi, come cince, passeri, pettirossi, depositando su davanzali coperti mix di granaglie insieme a pezzetti di frutta.