La Kyenge nella bufera: chiede aiuto per l’emergenza neve… in Grecia e Serbia

Il 18 gennaio, quando l’Italia è nella morsa del gelo e della neve, la parlamentare del Pd Cécile Kyenge si mostrava molto preoccupata per la sorte delle popolazioni isolate e flagellate dal gelo: quelle della Grecia e della Serbia. E gli italiani? Non erano in cima ai pensieri dell’ex ministro, che per un eccesso di solidarietà e di altruismo chiedeva all’Europa di darsi da fare per altri popoli in difficoltà dimenticandosi dei suoi concittadini, ed elettori, italiani. Quel tweet (in alto) parla chiaro ed è valso alla Kyenge critiche e insulti (con la solita vergognosa deriva razzista dacondannare), anche se poi lei ha cercato di rimediare, postando successivi tweet, ieri e oggi, con messaggi di solidarietà anche ai terremotati del Centro Italia e medesime richieste di aiuto alla Ue, le stesse che aveva prontamente formulato per greci e serbi…

La difesa della Kyenge: il cancro dell’odio…

«Voglio tornare su un tema scomodo in questo momento: il cancro dell’odio che infesta la politica, il continuo fomentare odio, separando e contrapponendo le nostre sofferenze a quelle di tanti esseri umani in ogni angolo del nostro paese e del mondo. Come se non fossimo tutti esseri umani, come se preoccuparsi del nostro futuro e di migliorare la nostra condizione umana fosse incompatibile con il preoccuparsi di altre persone che soffrono. Come se la sofferenza degli altri, lenisse la nostra sofferenza. -ha scritto l’europarlamentare del Pd – Ieri mattina, a Strasburgo per la sessione plenaria del Parlamento Europeo, il mio primo pensiero è stato per le condizioni delle persone colpite dal terribile sisma in Centro Italia, l’ho dichiarato e, al di là di questo, mi sono raccordata con i miei colleghi per capire cosa fare subito, questo: rinnovando la richiesta di non calcolare la spesa pubblica connessa alla ricostruzione post-terremoto nei vincoli del patto di stabilità e chiedendo di accelerare l’accesso al fondo di solidarietà dell’Unione Europea per l’emergenza. Poi, nel corso della giornata, ho seguito i lavori del Parlamento e sono intervenuta verso sera nel dibattito in corso in Aula sul tema della condizione di migliaia di migranti bloccati lungo la rotta balcanica tra Serbia e Grecia in condizioni estreme. primi cielo…”.

In realtà è lei che ha generato l’equivoco, se si tratta di equivoco, postando su Twitter prima il messaggio di solidarietà agli stranieri e poi, dopo le polemiche, quello per gli italiani. Ma l’importante è che abbia capito, a quanto pare, che anche i suoi elettori italiani che vivono ore di tragedia meritano un  attenzione.