La destra, le destre e l’Europa che non funziona perché non è… Europa

Non credo di essere l’unico a sentire dentro di sé questa contraddizione, quella di provare un grande piacere a vedere affermarsi le destre un po’ in tutta Europa (e per di più a cercare finalmente un collegamento tra di loro) e la preoccupazione nel vedere come guardano all’Europa. Sia subito chiaro, non questa Europa, burocratica, affaristica, poco democratica e senz’anima, ma l’Europa vera, quella dei castelli e delle leggende, della grande filosofia, della musica, della scienza e dell’avventura, quell’Europa culla dello spirito occidentale, da Atene e Roma fino al secolo dei lumi e a Federico il grande. E la mia paura è che, giustamente esasperati dall’Europa dei droghieri (questi fagioli eccedono di due millimetri le dimensioni regolamentari) che nasconde malamente l’europa dei grandi affari “statalisti” (se passasse questa norma restrittiva sarebbe molto bene, perché la nostra è l’unica azienda pronta con tale prodotto) rischiamo di dimenticarci l’Europa vera, anche a destra.

In realtà l’Europa non funziona perché non è Europa, ma solo una pesante bardatura statalista sovranazionale, con poteri estesi ed esercitati burocraticamente, in cui però le decisioni non sono frutto di una reale democrazia partecipativa – un uomo, un voto – estesa a tutti, greci come tedeschi, perché le istituzioni realmente federali come il Parlamento non hanno veri poteri, mentre esiste di fatto un “direttorio” degli Stati dominato da quelli più forti. Per capire la situazione, vediamo com’è stata la nostra unificazione. Al compimento dell’Unità d’Italia, si produsse, per naturale effetto delle differenti condizioni politiche ed economiche, un fenomeno di afflusso dei capitali nel triangolo industriale, che diventò il produttore principale di beni e servizi per tutto il mercato italiano, mentre tutte le legislazioni pre-unitarie vennero uniformate in quella italiana, che riproduceva il modello piemontese. Ma non fu un’operazione con vantaggi unilaterali, perché l’unità politica portò il siciliano Francesco Crispi alla Presidenza del Consiglio, il napoletano Armando Diaz alla testa dell’esercito, il debito pubblico del regno borbonico ad essere assorbito in quello nazionale, il sistema ferroviario e quello scolastico ad essere estesi a tutta l’Italia e infine all’accesso di centinaia di migliaia di cittadini del sud negli impieghi pubblici e, ancor più importante, alla nascita di un vero sentimento nazionale che ci portò al miracolo di milioni di meridionali che salvarono l’Italia sul Piave. Se, anziché una Nazione, l’Italia fosse divenuta una semplice unione doganale e monetaria, con la sopravvivenza dei vecchi Stati, dei loro vizi e dei loro debiti, con un Parlamento solo simbolico e una guida di diritto e di fatto delle regioni più forti, solo il Nord ne avrebbe tratto qualche vantaggio, il Sud nulla, avendo perso la sovranità senza guadagnare l’integrazione. Ed è quello che rischia questa Europa nel rapporto tra gli Stati membri. Ed è a questo che si ribellano le destre europee che conservano una dignità nazionale, perché senza un’Unione veramente tale e responsabile verso gli elettori, l’Europa é sempre a rischio di essere vista come illegittima. E così stanno emergendo voci per uscire dall’euro o addirittura dall’Unione, dimenticando completamente che noi Europei continentali non siamo come i Britannici e cioé parte di una comunità transoceanica di 450 milioni di uomini di cultura anglosassone, come loro sono per lingua, tradizioni e interessi. I paesi europei sono troppo piccoli, per tutelarsi nel mondo di oggi, questa é la pura realtà. Perfino la Germania non potrebbe farlo. Fuori dall’Europa sarebbe politicamente debole e se provasse a recuperare indipendenza riarmando, si ritroverebbe di nuovo tutti contro, diventerebbe destabilizzante e cesserebbe pure di essere un gigante economico. L’Europa ci serve veramente, ma non questa Europa. Se la UE é perenne teatro di acidi e futili scontri nazionali, é perché manca una solidarietà che non abbiamo saputo costruire, avendo rinunciato a parlare di Patria Europea.. Occorre un Epos europeo, per un’Unione di cui abbiamo bisogno e che potrà esistere solo con sentimenti di appartenenza forti, non dissimili, paradossalmente, proprio a quelli di coloro che guardano al passato. Non solo un inno e una bandiera Europea dunque, ma anche un esercito, una capitale, un governo, un voto, comuni, perché quella bandiera significhi qualcosa. E a destra non possiamo dimenticarci di essere stati i primi a parlare di Europa Nazione, altro che le sinistre, che erano ferocemente contro l’Europa (come contro l’occidente tutto) quando De Gasperi, Adenauer e Schumann provavano a costruirla, con tanti limiti e senza la chiara visione di Nazione Europea, ma ci provavano. La falsificazione della storia, che resta una costante della tradizione di sinistra, ha riscoperto un uomo dabbene come Altiero Spinelli, che pensò davvero all’Europa nella sua prigionia, ma senza nessun ascolto nella sinistra di allora e senza nessuna parte reale nella sua nascita, ma che, ciononostante, viene presentato quasi come un padre dell’Europa. Anche in seguito, la sinistra europea, boicottò la costruzione europea, attaccando ad esempio De Gaulle come generale autoritario e vetero nazionalista, mentre De Gaulle provò a immaginare una difesa europea, certo meno federalista, ma ben più rilevante di quella fallita della Comunità Europea di Difesa (CED) arrivando a sondare inizialmente Italia e Germania per sviluppare assieme una capacità atomica in luogo della semplice “Force de Frappe” Francese, o quando capì, caso allora unico, che con la Gran Bretagna all’interno non ci sarebbe mai stata nessuna Europa. Ho poco più del mio istinto per pensare che Marine Le Pen o Frauke Petri (ma forse anche Fillon e Rajoy) non siano nemiche dell’Italia a differenza delle penose macchiette che hanno così male rappresentato negli ultimi anni le ben piu nobili tradizioni Golliste e Cristiano-democratiche ( come definire se non cattivo avanspettacolo le smorfie e le mossette di Sarkozy alla Merkel parlando del governo italiano ?) l’istinto, ma anche un ragionamento fondamentale . Quello che tutte le destre hanno almeno capito un punto essenziale ed unificante e cioé che nell’assetto post bellico tutta l’Europa, senza eccezioni, é risultata sconfitta, tagliata in due e occupata militarmente e, se nulla può far dimenticare la ben diversa condizione di appartenenti all’area della libera e democratica America, la cosa resta. E quando abbiamo cominciato a parlare di Europa occidentale, ci é stato concesso di farla, purché avesse una dimensione solo ed esclusivamente economica. Possibile che non ci si renda conto che il caso dei nostri marinai, a cui pure sempre manifestiamo solidarietà, inviati a difendere il commercio anche indiano, detenuti senza una chiara imputazione per questioni di prestigio politico interno, non sarebbe molto probabilmente mai nato, se, anziché appartenere ad una piccola Potenza disarmata fossero appartenuti ad un gigante europeo politico e militare? Oppure che se ci sentissimo veramente europei non ci sarebbe l’atteggiamento del “sono buono col territorio altrui” ed avremmo una vera (e protetta) frontiera commune ? E oggi l’Europa sarebbe davvero possible, perché Trump ha realizzato che la principale potenza avversaria contro cui fare coalizione, (come gli Anglosassoni sempre hanno fatto nella Storia. prima con la Spagna, poi la Francia e infine la Germania) non é più la Russia, ma la Cina ed allora non ci pretende più ingabbiati e docili. L’Europa é un grande ideale ed una reale necessità, purché però sia una Patria Europea e allora. oggi, sono solo le destre che possono farla. Un mio caro amico, erede della migliore tradizione patriottica Sabauda (è presidente dell’Umi) un giorno mi ha colpito con una riflessione “vedi il problema é che io riesco ad immaginarmi uno che dia la vita gridando viva l’Italia, non riesco ad immaginarmi che lo faccia gridando viva l’Europa” . Riflessione che aveva l’immediatezza e l’evidenza della verità. Il problema é che nel mondo dei giganti di oggi non può bastare. Se sapranno le destre, che hanno tutti I valori giusti, arrivare a capire questo, avremo una reale politica e una prospettiva. Perché per me, dire viva le destre e viva l’Europa, é un modo per dire, senza che sia solo un commosso ricordo, Viva l’Italia !