La Cassazione bacchetta le Procure: «Più riserbo e basta fughe di notizie»

La Cassazione non le manda a dire. Inaugurazione col botto quella odierna dell’anno giudiziario nell’austera cornice del Palazzaccio. Il “fenomeno grave della fuga di notizie“ e la necessità di maggiore riserbo sulle indagini delle Procure sono infatti stati gli argomenti, spinosi, su cui si sono soffermati il procuratore generale Pasquale Ciccolo e il primo presidente di Cassazione Giovanni Canzio. Quest’ultimo ha criticato anche le inchieste “troppo lunghe”  e quelle che ha chiamato “distorsioni del processo mediatico”. Distorsioni che per il primo presidente di Cassazione sarebbero favorite anche dalla “spiccata autoreferenzialità” di alcuni magistrati. Facile prevedere reazioni e polemiche. Insomma, l’attenzione dei giudici di Cassazione si focalizza sulla fuga di notizie e sul riserbo: temi, per i supremi magistrati “di grande delicatezza e attualità”. Talmente attuali da essere posti al centro delle relazioni in occasione della cerimonia d’apertura dell’anno giudiziario che si è svolta a Roma. Cerimonia con annesse “bacchettate”, ma anche con una novità: la mancata partecipazione dell’Associazione nazionale magistrati. Una decisione, quella di disertare, che l’Anm aveva preannunciato in aperta polemica con il governo per il mancato rispetto degli accordi sui correttivi al decreto sulla proroga dei pensionamenti solo per alcuni magistrati e sulla legittimazione ai trasferimenti. Protesta che, ovviamente, passa in secondo piano: a far rumore sono e saranno, infatti, le parole del primo presidente di Cassazione e del procuratore generale. Dibattito e polemiche assicurate.