Jurassic Park ora è realtà: arriva dagli Usa la ricostruzione dei geni ancestrali

Jurassic Park non è più solo un film. È realtà. Anzi la realtà dell’avanzamento della ricerca nella tecnica dell’ingegneria genetica rischia addirittura di far apparire il metodo della clonazione dei dinosauri, posta a base del famosissimo film di Steven Spielberg, una ricetta del passato remoto. In effetti da Jurassic Park sono passati ben 24 anni e di acqua sotto i ponti della ricerca ne è passata tanta. L’ultima novità arriva dall’università di Chicago dove sono stati ricostruiti geni ancestrali in animali ingegnerizzati che ci sveleranno i segreti dell’evoluzione. Tutto è partito dal moscerino della frutta, la Drosophila melanogaster, vero habitué dei laboratori: è infatti uno degli organismi più studiati nel campo della genetica. Gli esperti hanno scoperto che la teoria comunemente accettata riguardo alle cause molecolari della loro evoluzione è sbagliata e che il moscerino, in natura, vive nella frutta in decomposizione, tollerando concentrazioni di alcol di gran lunga superiori rispetto al suo parente più prossimo, i moscerini che vivono in altri alimenti. La ricerca è stata pubblicata online su Nature Ecology & Evolution e, assicurano gli autori, rappresenta un importante passo in avanti nello studio delle basi genetiche dell’adattamento e dell’evoluzione.

In Jurassic Park venivano clonati i dinosauri

«Uno dei principali obiettivi della biologia evolutiva moderna – ha spiega Mo Siddiq, tra i principali autori dello studio – è identificare i geni che hanno portato le specie ad adattarsi a nuovi ambienti, ma è stato difficile farlo direttamente, perché non abbiamo avuto modo di testare gli effetti di geni antichi sulla biologia degli animali. Abbiamo capito che avremmo potuto superare questo problema combinando due metodi sviluppati di recente: la ricostruzione statistica di antiche sequenze geniche e l’ingegnerizzazione di animali transgenici». Alla prima, che è quella che fa la “differenza” con Jurassic Park, ha provveduto Joe Thornton, professore di ecologia, evoluzione e genetica umana. Per ricostruire i geni ancestrali Thornton ha determinato statisticamente la loro sequenza da ampie banche che contengono sequenze di oggi, le ha sintetizzate e quindi ne ha analizzato le proprietà molecolari. Una strategia che gli ha consentito di assumere preziose informazioni circa i meccanismi che presiedono all’evoluzione delle funzioni biochimiche. Il passo successivo, Thornton e Siddiq lo hanno ottenuto combinando la ricostruzione dei geni ancestrali con le tecniche per ingegnerizzare animali transgenici. Solo così è ora possibile capire come i cambiamenti genetici avvenuti nel profondo passato hanno influenzato interi organismi, il loro sviluppo, la fisiologia e anche loro forma fisica.

Gli scienziati: «I cambiamenti genetici del passato non sono più un mistero»

Studiando la Drosophila melanogaster, Siddiq e Thornton hanno testato la teoria secondo cui l’enzima dell’alcol deidrogenasi (Adh) che scompone l’alcol all’interno delle cellule fosse la causa dell’adattamento del moscerino della frutta. Prima Siddiq ha dedotto le sequenze del gene Adh antico, risalendo a subito prima e subito dopo il momento in cui la Drosophila melanogaster ha sviluppato la tolleranza all’etanolo, da 2 a 4 milioni di anni fa. Poi ha sintetizzato questi geni biochimicamente e ha misurato la loro capacità di abbattere l’alcol in una provetta. I risultati sono stati sorprendenti, spiega: il cambiamento genetico che si è verificato durante l’evoluzione del moscerino della frutta non ha avuto alcun effetto rilevabile sulla funzione della proteina. Jurassic Park è davvero realtà.