Sulla sua rivista online “Rumiyah” l’Isis inneggia alla strage di Berlino

Gli “eroici sacrifici dei fratelli Abul-Bara at Tunisi (Anis al-Amri), che ha abbattuto gli adoratori della croce al mercato di Natale di Berlino” e “Abdur-Razzaq Ali Artan, “che ha terrorizzato i pagani americani all’università dell’Ohio, dimostrano ciò che il legame della fede e la fedeltà della fraternità possono ottenere”. È Rumiyah, la rivista on line dello Stato Islamico diffusa sul web in varie lingue, a tessere gli elogi dell’attentatore che ha compiuto la strage di Berlino, morto il 23 dicembre scorso in un conflitto a fuoco con la polizia a Sesto San Giovanni, e dell’assalitore di origine somala che il 28 novembre scorso ha provocato 11 feriti in un campus universitario di Columbus.

Su Rumiyah una difesa dei martiri che hanno colpito Berlino

“Possa Allah accogliere questi due fratelli. Con il loro sangue, hanno ravvivato lo stato di angoscia e di terrore che ha afflitto e ossessionato i miscredenti, una risposta adatta alla crociata condotta contro l’Islam e il suo Califfato“. “Questi fratelli – si legge sul quinto numero del magazine propagandistico dell’Isis – possano costituire l’esempio di coloro che doverosamente si sono assunti la loro responsabilità per la Jihad, hanno cercato onore attraverso Allah e hanno evitato i devianti richiami alla degradazione”. L’intelligence americana, anziché blaterare sugli hacker russi, potrebbe concentrare i suoi sforzi nell’individuare la provenienza della rivista dell’Isis…