Iraq, liberata l’università di Mosul. L’Isis usa i civili come scudi umani

Le forze di sicurezza irachene hanno preso il controllo dell’Università di Mosul dove ieri sono entrate le truppe irachene che combattono contro i jihadisti dell’Isis in questa città del nord dell’Iraq. “Le forze di sicurezza hanno liberato completamente l’Università di Mosul”, ha detto Talib Shaghati, comandante delle unità anti-terrorismo, alla tv di Stato
al-Iraqiya. “Sono state sequestrate sostanze chimiche nei laboratori dell’Università e sono stati disinnescati ordigni e autobomba”, ha aggiunto senza fornire dettagli sui materiali sequestrati. In precedenza al-Iraqiya aveva diffuso immagini della battaglia all’interno del compound universitario che si trova nella parte orientale di Mosul e che secondo i media iracheni veniva utilizzato dall’Is come quartier generale. La campagna per la “liberazione” di Mosul, con l’appoggio della
coalizione internazionale anti-Is a guida Usa, è stata lanciata a metà ottobre.

L’Isis utilizza la popolazione come scudo umano

Un’altra strage di civili a Mosul causata dai terroristi dell’Isis, che utilizzano la popolazione civile come scudi umani. Fonti
locali hanno riferito che una trentina di persone sono rimaste uccise in un raid aereo condotto giovedì contro un quartiere della città del nord dell’Iraq controllata dai jihadisti dell’Isis. Gli abitanti hanno raccontato di aver visto almeno tre missili colpire il quartiere di Al Djadida, nella parte occidentale di Mosul, dove il 17 ottobre scorso le forze irachene hanno lanciato l’offensiva per liberare la città dallo Stato islamico. Secondo le stesse fonti, obiettivo del raid sarebbe stata l’abitazione
di un leader dell’Isis, Harbi Abdel Kader, che al momento dell’attacco non si trovava sul posto. Numerosi membri della sua famiglia sarebbero tra le vittime.