In Giappone non ci sono né Renzi né Gentiloni. E continua a crescere

La fortuna di non avere Gentiloni o Renzi al governo. L’economia del Giappone fa un balzo in avanti. Nonostante il lungo periodo di stagnazione che il Paese vive dagli anni ’90, la crisi internazionale innescata dalle vicende della Lehman Brothers e i profondi danni causati dal terremoto e dallo tsunami del 2011, il sistema economico giapponese continua a rimanere tra i più solidi e sviluppati. Il Giappone rappresenta, in termini di Pil, la terza potenza economica dietro agli Usa e alla Cina.

Giappone, l’indice economico risale a novembre

Ora un nuovo passo in avanrti. Il principale indice economico è salito più del previsto a novembre. Lo indicano i dati provenienti dal Cabinet Office del Giappone. L’indice, che misura la futura attività economica, è salito a 102,8 a novembre da 100,8 di ottobre. Un dato che mostra chiaramente come l’economia nipponica stia avendo una crescita. Ad inizio d’anno il primo ministro Shinzo Abe aveva assicurato: «Metteremo la massima priorità per l’economia e continueremo a puntare sulle tre frecce di politica monetaria, politica fiscale e strategia di crescita per battere la deflazione». Secondo il ministero dell’Economia e dell’industria, l’indicatore ha segnato un incremento dello 0,3%, risultando in accelerazione rispetto al dato invariato del mese di ottobre (rivisto da un preliminare di +0,2%). L’indicatore, che rappresenta una media pesata dell’andamento dei principali settori dell’attività economica, ha risentito della frenata del settore delle costruzioni (-2,5%), a dispetto della solida crescita della produzione industriale (+1,5%) e dell’andamento positivo del terziario (+0,2%).