Il 28 gennaio Fratelli d’Italia scende in piazza: «L’Italia deve tornare sovrana»

Tutti in piazza il 28 gennaio  a Roma con Fratelli d’Italia. Un corteo sfilerà da piazza della Repubblica per arrivare sotto Palazzo Chigi. “Italia sovana in piazza” è un’occasione da non mancare per far sentire la voce di chi non si rassegna a vedere gli interessi nazionali continuamente umiliati e surclassati da politiche sovranazionali. «Per noi sarà uno spartiacque – dice Giorgia Meloni intervistata da La Stampa. Chi sono i sovranisti? «I sovranisti sono tutti quelli che vogliono mettere al centro della propria proposta gli interessi nazionali, la tutela delle nostre imprese, del made in Italy, la difesa dei confini, la valorizzazione delle nostre tradizioni, l’introduzione della preferenza nazionale nell’accesso ai servizi sociali. Vogliamo sostenere la famiglia, un tetto alle tasse, un grande piano di infrastrutture al Sud: finché non avranno tutti le stesse opportunità non saremo una nazione unita. E vogliamo rivedere i trattati europei». 

Meloni: “L’Italia sovrana scenda in piazza con me”

Sono in tanti a pensarla allo stesso modo e allora la manifestazione del 28 gennaio dovrà rappresentare un’opportunità per tirare fuori la voce e le propie idee. «Quando ho pubblicato su Facebook il mio intervento in Aula contro la fiducia all’esecutivo Gentiloni 20 mila persone hanno condiviso il post sulla propria bacheca. Gesto importante e significativo, ma adesso il “like” non basta più. Mi piacerebbe che quelle migliaia di persone lo venissero a dire con me il 28, che scendessero in piazza», sostiene Giorgia Meloni in un’intervista al Tempo.

“L’agenda di governo non può essere dettata dalle consorterie finanziarie”

Uno dei nodi importanti che FdI ha da sempre messo in chiero è il rapporto con l’Europa. A chi le chiede se il progetto sia quello di uscire dall’euro, la Meloni chiarisce una volta per tutte: «Io parlo di scioglimento concordato e controllato della zona euro. Vorrei inserire in Costituzione una norma simile a quella che hanno in Germania: la nostra Costituzione viene prima degli trattati europei e, in caso di norme contestate, si applica quella più vantaggiosa per l’Italia. I sovranisti non si fanno dettare l’agenda di governo dalle consorterie industriali e finanziarie come hanno fatto con Renzi e continuano a fare con Gentiloni. La sedicente sinistra è parte integrante dell’establishment, è contro il popolo: i suoi leader sono in mano ai burattinai della finanza e delle banche. I sovranisti invece voglio rappresentare il popolo abbandonato e contrastare l’oligarchia dei pochi». E ai soliti maestrini col ditino alzato che la tacciano di populismo risponde per le rime sulla Stampa: «Il termine populista non mi fa per niente orrore, ma io preferisco definire il polo politico che vogliamo costruire identitario. E poi, scusi, meglio populista che servo».