I libici mitragliano un peschereccio italiano. E il nostro governo che fa?

Un peschereccio di Mazara del Vallo (Trapani) è stato affiancato e colpito da colpi di mitragliatrice da un’imbarcazione con a bordo miliziani libici a circa 20 miglia dalle coste di Bengasi e Derna. I fatti sono avvenuti lunedì pomeriggio, ma sono stati resi noti solo oggi. Il sangue freddo del comandante Matteo Asaro e del suo equipaggio ha scongiurato, però, il sequestro dell’imbarcazione. “E’ insopportabile che la vita dei nostri pescatori sia messa seriamente a rischio da veri e propri atti di pirateria – dice adesso il presidente del Distretto della pesca e crescita blu, Giovanni Tumbiolo -. Il grave incidente avvenuto in acque internazionali al motopesca Principessa Prima è l’ultimo in ordine temporale di una guerra che da oltre 50 anni affligge la marineria mazarese, la guerra del pesce, che ha costi sia umani che economici altissimi”.   Tumbiolo ha incontrato gli armatori del peschereccio, Giuseppe Pipitone e Settimo Asaro. “Le Autorità regionali e nazionali – dice – mettano in campo tutti gli strumenti finalizzati a creare un clima di dialogo positivo e di cooperazione con le autorità di tutti i Paesi del Mediterraneo. Intervengano prontamente per tutelare l’incolumità dei nostri pescatori ed evitare epiloghi funesti”. Tumbiolo, che ha espresso “la solidarietà e il sostegno di tutta la marineria” agli armatori del motopesca, ha informato dell’accaduto l’assessore alla Pesca della Regione siciliana, Antonello Cracolici. 

Il sindaco Cristaldi: episodio gravissimo

“Esprimo seria preoccupazione per questo ennesimo attentato che viene effettuato nel Canale di Sicilia a danno dei pescatori siciliani e mazaresi in particolar modo. Rimangono ancora da definire le dinamiche di quanto accaduto ma è evidente che questo episodio è di una gravità inaudita”. Lo dice il sindaco di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi, dopo l’ennesimo tentativo di sequestro di un motopesca mazarese, raggiunto da colpi di mitragliatrice sparati da miliziani libici contro l’imbarcazione mazarese Principessa Prima con sette uomini di equipaggio a bordo. “Solo la buona sorte e la bravura dell’equipaggio hanno evitato il peggio – spiega il primo cittadino -. Non è più concepibile che i nostri pescatori, che costantemente danno la loro fattiva collaborazione per il salvataggio di naufraghi, siano oggetto di tentativi di sequestro e addirittura gli si spari addosso. Il nostro governo nazionale e l’Europa tutta debbono prendere una posizione chiara sull’intera vicenda – conclude Cristaldi – per garantire l’incolumità di chi, con enormi sacrifici, va per mare per sostenere la propria famiglia”.