Hollywood rende omaggio a Marcello Mastroianni, volto e cuore del nostro cinema

Bello, elegante, irresistibilmente indolente, Marcello Mastroianni è uno dei volti intramontabili del nostro cinema a cui la 12ma edizione di Los Angeles, Italia – Film, Fashion and Art Fest, di scena dal 19 al 25 febbraio al teatro Cinese di Hollywood, dedicherà un’importante vetrina retrospettiva. Un evento che nella settimana precedente all’assegnazione degli Oscar accende i riflettori sul cinema italiano con omaggi, incontri rassegne e anteprime. Del resto lui, il grande Marcello, è stato uno dei protagonisti indimenticabili della nostra scuola di autori e attori. Di più: è stato il cuore stesso del nostro cinema, uno dei suoi protagonisti capaci di rendere omaggio alla grande commedia e di sfidare il dramma. Per questo sul grande schermo, in 160 pellicole, è stato prete, omosessuale, irresistibile seduttore, marito infedele, improbabile ladro, giornalista e molto altro ancora, dando spessore istrionico e credibilità cinematografica ai tanti ritratti italiani di cui, nel corso del tempo e di una carriera incredibile, ha raccontato eroismo quotidiano e perdonabili difetti.

In Otto e mezzo con Federico Fellini

Divo amato quanto schivo, temperamento mite ma carattere diretto, artisticamente sposato con Sofia Loren, con cui ha meravigliosamente fatto coppia in tanti successi, Mastroianni ha lavorato con Visconti, De Sica, Scola, Monicelli, Antonioni, Risi, Tornatore ma, più di ogni altro, è stato soprattutto l’alter ego di Federico Fellini, a cui ha regalato il mitico personaggio di Guido Anselmi in 8 e mezzo, regista provato nella salute e in crisi d’ispirazione che rinasce nelle sequenze finali in quell’indimenticabile carosello con tutti i personaggi del film che vorrebbe girare, e per pensare al quale si è ritagliato un breve spazio di riflessione alle terme. Un carosello capace di restituirgli un nuovo sguardo innocente sulle persone e sulle cose e una ritrovata gioia di vivere. Un film – e un’interpretazione di Mastroianni – che invece regaleranno a Fellini un Oscar per il miglior titolo straniero, un Nastro d’argento e una Grolla d’oro.

Indimenticabile ne La dolce vita

E pensare che solo 4 anni prima, nel 1960 l’attore – di cui sono appena stati celebrati i 20 anni dalla scomparsa – aveva prestato fascino e talento istrionico al Marcello Rubini de La dolce vita, cinico e disincantato giornalista romano chiamato a guidare lo spettatore alla scoperta della dolce vita nella città eterna, rivisitata e riletta da Cinecittà a Via Veneto, passando per Fontana di Trevi, dal peregrinare del protagonista che, dal divismo al quotidiano più frenetico e deteriore, ne rimanda un’immagine trasfigurata che traccia e impone nell’immaginario collettivo un nuovo paradigma storico e poetico. Ma Mastroianni, poliedrico quanto fedele a una sola maschera – la sua – è stato anche il camaleontico interprete di alcune delle commedie all’italiana più esilaranti e accattivanti, da Divorzio all’italiana a I soliti ignoti, riuscendo a essere sempre – a seconda dell’occasione filmica – popolare o raffinato, leggero o impegnato. E allora, ci piace ricordarlo in queste cinque sequenze di altrettanti intramontabili successi e salutarlo con la commovente frase pronunciata su un molo napoletano alle spalle di Castel dell’Ovo, quando rivolto a Jack Lemmon – quasi esprimendo un suo convincimento personale, lui notoriamente pigro e indolente – dice al compagno di scena: «Com’è bello perdere tempo»…

Un italiano da Oscar

Mastroianni si spense il 19 dicembre del 1996 ma il suo ultimo film Viaggio all’inizio del mondo di Manoel de Oliveira uscì postumo venti anni fa, nel 1997, cosi come il bellissimo testamento spirituale Mi ricordo, si mi ricordo, firmato dalla sua compagna Annamaria Tatò e girato proprio durante le riprese del film del maestro portoghese. «Un vero italiano da Oscar, anche se non ne ha mai vinto uno da attore protagonista è stato fonte di ispirazione per tanti attori americani innamorati del grande cinema italiano e dei suoi maestri, per i quali Mastroianni era una icona», ricorda Tony Renis, presidente onorario del festival d’oltreoceano. Per tre film Mastroianni ebbe la nomination all’Oscar come miglior attore protagonista: Divorzio all’Italiana di Germi, (per il quale vinse il Golden Globe) che conquistò un Oscar per la miglior sceneggiatura, Una Giornata particolare di Scola e Oci Ciornie di Nikita Mikhalov. Ecco, allora, 5 momenti indimenticabili, tratti da 5 film epocali.

Divorzio all’Italiana

La dolce vita

I soliti ignoti

8 1/2

Maccheroni