Grillo: «Una via a Craxi? Lasciamolo in Tunisia, meglio una via a Dario Fo»

Brutto affare se la toponomastica diventa la prosecuzione della lotta politica con altri mezzi. Ma in Italia è così, e non da ora. Frutto inevitabile delle continue stratificazioni delle rimozioni di fatti e personaggi dalla nostra memoria collettiva e dalla nostra storia. Sono decenni che la destra italiana, senza distinzione alcuna tra i partiti e i movimenti che l’hanno nel tempo rappresentata, si batte perché nella toponomastica trovi posto Giorgio Almirante. Ma ora analoga determinazione si registra a sinistra, dove sono gli ex-socialisti a battersi perché una via di Milano venga intitolata a Bettino Craxi. Il sindaco Giuseppe Sala si è detto pronto a discuterne. Ma tutto lascia pensare che si assisterà ad una rissa più che a un dibattito. I Cinquestelle lombardi hanno già contestato l’iniziativa e attraverso un post di Stefano Buffagni, il loro portavoce, hanno esplicitato il loro pensiero sul tema: «Una via di Milano va intitolata a Dario Fo. Craxi lasciamolo ad Hammamet».

Il sindaco Sala possibilista sulla via a Craxi

Un pensiero che a Grillo dev’essere piaciuto moltissimo, tanto da rilanciarlo integralmente sul proprio blog e sul proprio account Twitter: «Intitolare una via di Milano a Craxi – vi si legge -, l’uomo simbolo di Tangentopoli, condannato per corruzione, scappato ad Hammamet in Tunisia per non finire in carcere, è un insulto ai milanesi, alla città e al suo futuro». E ancora: «Intitolare una via a una persona serve per preservarne la memoria, valorizzarne le gesta, ricordare quel che la persona ha fatto di bene per la città o per il Paese affinchè sia da esempio e guida per le generazioni future. Milano non ha bisogno di continuare nel solco della corruzione e delle tangenti (non vi sono bastati Expo e lo scandalo della Fiera?), ma di risplendere e investire nella cultura e nella conoscenza».

L’ex-comico vuole gettare scompiglio a sinistra

A Grillo e Buffagni piace vincere facile. Soprattutto, non pare loro vero di utilizzare la questione toponomastica per lanciare un’opa ostile sui quella parte della sinistra che ancora considera Craxi come il Grande corruttore della politica italiana. Per questo non si limita a negarne la riabilitazione, ma gli oppone Dario Fo, premio Nobel per la letteratura: «È lui – scrive – un uomo di cui i milanesi sono fieri e orgogliosi». E anche se non trascorsi dalla sua morte i dieci anni fissati dalla legge, poco importa: come ricorda Buffagni nel post rilanciato da Grillo, c’è la deroga «per persone che abbiano benemeritato della nazione». E che tra queste vi debba essere solo Fo e non anche Craxi, il M5S non hanno dubbi.