Grillo striglia i suoi: «Chi non è d’accordo con la rete, vada altrove»

Troppa confusione “ideologica”, troppe fughe in avanti, e soprattutto, troppi dissensi. Davvero troppo per un movimento come i Cinquestelle, da sempre “usi obbedir tacendo”. Davvero troppo per non richiamare in servizio Beppe Grillo, la Guida Suprema, l’unico che può dettare la linea politica al MoVimento e l’unico, ovviamente, che la può interpretare. Non c’è tempo da perdere, visto che ogni giorno di più i suoi danno l’idea di sprofondare nelle sabbie mobili dei Palazzi romani discettando di “alleanze”, di spostamenti a “destra” o a “sinistra”.

Grillo: «Siete solo i portavoce di chi vota il programma elettorale»

E Grillo non chiede di meglio che caricare il blog: «Sono gli iscritti – scrive l’ex-comico – a dettare la linea politica del movimento, che non farà mai alleanze con i partiti che hanno devastato l’Italia negli ultimi decenni». Ma il vero obiettivo degli strali di Grillo non sono  i presunti «devastatori» di destra e di sinistra ma proprio i parlamentari del M5S, che non a caso declassa a meri «portavoce» della rete. Il loro compito, spiega Grillo, consiste nel «dedicarsi al compimento del programma votato da 9 milioni di italiani alle politiche del 2013». E così sarà anche per il futuro, a cominciare dalle prossime elezioni. «Chi non sarà d’accordo con il programma definito dagli iscritti – avverte -, potrà perseguire (se riuscirà a essere rieletto) il suo programma in un’altra forza politica».

E per andare in tv ci vorrà il permesso

Richiamo all’ordine anche sul posizionamento del M5S: «Il movimento – si legge ancora sul blog – non è di destra né di sinistra, non è né un po’ più di destra né un po’ più di sinistra, non c’entriamo nulla con queste categorie ideologiche». Ritorno all’antico, infine, con un poderoso giro di vite sulla comunicazione: comparsate tv, interviste e persino i post su Fb devono concordarlo con i responsabili della comunicazione dei gruppi di Camera, Senato ed Europarlamento: «Chi danneggia l’immagine del movimento 5 Stelle – ha tuonato ancora Grillo  – può incorrere nelle sanzioni definite dal Regolamento: richiami e sospensioni. Non si fanno sconti a nessuno».