Grillo sogna l’uomo forte. Poi ci ripensa: non l’ho mai detto

Beppe Grillo trumpista doc? A poche ore dalla pubblicazione dell’intervista esclusiva al Journal du dimanche, che impazza sul web e tiene banco su tutti i media, il leader pentastellato  smentisce di aver aupiscato l’arrivo sulla scena politica di uomini forti come Trump e Putin (“li considero un beneficio per l’umanità”, aveva detto).

Grillo: hanno tradotto male

“Ci risiamo con i traduttori traditori. Non ho mai detto che servono uomini forti come Trump e Putin, piuttosto ho spiegato come la presenza di due leader politici di grandi Paesi come Usa e Russia predisposti al dialogo è un punto di partenza molto positivo, perché apre a scenari di pace e distensione”, ha chiarito Grillo in una delle sue consuete piroette verbali dopo essere stato attaccato dai suoi per l’eccesso di feeling con il  presidente americano. Una precisazione che si tinge di giallo e conferma le difficoltà del movimento di collocarsi coerentemente nel panorama politico internazionale. Problemi di traduzione, sostiene Grillo. “Qualcuno ha l’intervista integrale che sta motivando i titoli dei giornali?” si chiede un grillino su Twitter e giù  commenti velenosi, arrabbiati o semplicemente ironici visto che nell’intervista si può leggere che Grillo dice letteralmente che “la politica internazionale ha bisogno di uomini di Stato forti come loro” (Putin e Trump).

“Obama è stato un disastro”

La precisazione  non cambia la sostanza del lungo intervento di Grillo al settimanale francese nel quale sostiene che l’Italia avrebbe bisogno di protezionismo e che l’Unione europea è un fallimento. Tranchant, e questa non è una notizia, il giudizio su Obama definito “un disastro” perché il il sogno del mondo intero – spiega –  è che due “giganti come Stati Uniti e Russia dialoghino”. Alla demonizzazione internazionale del presidente Usa Grillo contrappone l’immagine di un politico moderato che i  i media “hanno deformato”. “Ho letto uno dei suoi libri – aggiunge – nel quale scrive cose sensate sulla necessità, per esempio, di riportare l’attività economica all’interno degli Stati Uniti”. Un meccanismo virtuoso che Grillo vorrebbe importare in Italia con ” misure protezioniste” per potenziare il made in Italy. Nella lunga intervista al settimanale parigino Grillo spara ad alzo zero sulla Ue: “Il suo bilancio è un fallimento totale. E’ un apparato enorme, con due Parlamenti, a Bruxelles e a Strasburgo, per accontentare i francesi… Sono a favore di un’Europa diversa, in cui ciascuno Stato possa adottare il proprio sistema fiscale e monetario”