Grillo perde pezzi nella sua Genova: M5S ligure decimato dalle epurazioni

Il M5S perde pezzi proprio nella sua Genova. È lo smacco più grande per Beppe Grillo, che dopo il siluramento di Paolo Putti, ex candidato a sindaco dei pentastellati, mette nel mirino anche il consigliere regionale Francesco Battistini.

Cacciato da Grillo per un’intervista senza autorizzazione

La grave responsabilità di Battistini? Avere rilasciato un’intervista a Repubblica senza l’autorizzazione del grande capo, che oggi sul suo blog ha “scomunicato” il diretto interessato avviando il processo che porterà alla scontatissima espulsione.

Le accuse a Grillo: decisioni calate dall’alto

Battistini sulla sua bacheca Facebook aveva lasciato intendere di avere colto le avvisaglie dell’epurazione: «Se si cerca, dall’alto, di pilotare questo sistema democratico e partecipativo si creano disastri immani come quelli che abbiamo sotto gli occhi», ha scritto due settimane fa. E qualche giorno dopo, riferendosi sempre al M5S, commentando un articolo che riportava di correnti e di riunioni segrete all’interno del Movimento a Genova: «Il meccanismo era perfetto ed ora non esiste più, si pensa agli accordi carbonari che personalmente non appoggio, non approvo e non promuovo».

Grillo ha cacciato anche l’ex candidato sindaco di Genova

E davanti alle minacce provenienti da Roma e da Grillo, la replica salace: «Sempre nuovi giri di vite e minacce di sanzioni… mi tremano già le gambe!». A mettere a rischio decapitazione Battistini, la scelta di sostenere Paolo Putti (Capogruppo M5S al Comune di Genova). «La sua analisi lucida merita di essere condivisa, letta e riletta più volte», ha scritto Battistini commentando un’intervista di Putti. Poi la sottolineatura di un passaggio: «Piange il cuore ma alla domanda: non si sente un po’ ingenuo o illuso? Paolo risponde, con amarezza: “Speravo che M5S fosse diverso, ma non è così, la partecipazione vera è ai livelli più bassi vive di consultazioni “guidate”». Una pietra tombale sull’uno vale uno contrabbandato da Grillo. E sulle residue illusioni relative alla democrazia interna al M5S.