Grillini sulla graticola a Palermo: veleni e liti nella corsa al candidato sindaco

Ormai è ufficiale la spaccatura nella base dei Cinquestelle a Palermo dopo il caso delle firme false nella presentazione delle liste elettorali del 2012 . A evidenziarla è stato lunedì sera il clima della presentazione dei candidati a sindaco di Palermo, provvisori, che si sono presentati per la prima volta davanti al pubblico per la cosiddetta graticola. Sul palco del cinema De Seta sono comparsi Giulia Argiroffi, Giancarlo Caparrotta, entrambi ingegneri, e Ugo Forello, noto penalista di Palermo e tra i fondatori dell’associazione Addiopizzo. Non hanno partecipato Tiziana Di Pasquale e Igor Gelarda, gli altri due finalisti del primo turno di comunarie: la prima ha abbandonato la “comitiva” in polemica con il percorso per le amministrative, il secondo perché la legge impedisce ai rappresentanti delle forze dell’ordine di partecipare a manifestazioni politiche.

Al via la graticola grillina a Palermo

La cosiddetta “graticola” dei candidati scelti dalla rete, una sorta di processo voluto da Beppe Grillo, si è tenuta come stabilito presso la sala De Seta ai Cantieri Culturali alla Zisa. Dopo il primo turno di comunarie, infatti il movimento, pressato salla base, ha deciso di attaccare idealmente alla graticola i cinque vincitori del voto online sulla piattaforma Rousseau di Casaleggio junior. Il lungo stop imposto dallo scandalo firme false ha indotto i vertici dei Cinquestelle a velocizzare l’iter. Giulia Argiroffi, Giancarlo Caparrotta, Ugo Forello  si sono sottoposti alle domande degli attivisti e hanno dovuto presentare la propria “idea di governo della città” in un duello aspro in un’atmosfera di grande nervosismo e resa dei conti. Presenti ai Cantieri, messi a disposizione dal Comune di Palermo, solo i deputati regionali Giancarlo Cancelleri, tra gli organizzatori della ‘“graticola” con il deputato Ars Giampiero Trizzino, ma anche i deputati Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, entrambi indagati nell’inchiesta sulle firme false di Palermo, che hanno collaborato con i pm, e autosospesi dal Movimento.

Assenti i deputati indagati

Non c’erano, invece, i deputati coinvolti nell’inchiesta, da Riccardo Nuti a Claudia Mannino e Giulia Di Vita, tutti indagati che davanti al pm decisero di avvalersi della facoltà di non rispondere. I tre sono stati sospesi dai probiviri dal movimento. Assente anche Samantha Busalacchi, attivista e anche lei, inizialmente, tra i candidati a sindaco, ma anche lei è stata sospesa dai probiviri dal M5S perché indagata nell’inchiesta firme false. Guai seri per i grillini in Sicilia: a questo punto si attende la data per scegliere on line il candidato a sindaco di Palermo in vista delle elezioni di primavera.