Grana Padano, esportazioni da record: la forma vola fino da Donald Trump

È uno dei fiori all’occhiello del brand Made in Italy; un marchio rappresentativo della nostra eccellenza alimentare e dell’originalità italiana, capace di resistere a inflazioni e terremoti, abili contraffazioni e blande imitazioni. Tanto è vero che, tracciando un bilancio di fine anno e guardando al 2017, Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana Padano, rilancia: «Il 2016 è stato contrassegnato da esportazioni da record che hanno registrato un segno positivo del 7,5%».

Grana Padano, una forma in omaggio a Trump 

E non solo: come preannunciato sempre da Berni, una splendida forma del celebre Consorzio caseario partira a breve per Washington: destinazione Casa Bianca. «Il nuovo anno si aprirà – ha anticipato infatti il direttore generale – non appena Donald Trump si sarà insediato, come già anticipato subito dopo la sua elezione, con l’invio di una forma al presidente degli Stati Uniti, quale augurio di buon lavoro, ma soprattutto come auspicio affinché si attivi a compiere tutte le azioni necessarie per porre fine all’embargo verso la Russia. Un mercato importante non solo per il Grana Padano ma per tutto il sistema agroalimentare italiano». Un sistema di cui il Grana Padano è decisamente una delle stelle più luminose: o quantomeno, uno dei prodotti più gettonati visto che risulta il prodotto Dop più consumato del mondo con oltre 4 milioni e 800 mila forme annue, che riunisce 130 caseifici produttori, 4.300 aziende zootecniche conferenti latte, per un sistema complessivo di addetti pari a 40.000 unità.

Un prodotto da record nonostante le contraffazioni

Tanto è vero che, dati alla mano, la verità della matematica percentuale conferma questo incredibile successo: «In attesa di registrare gli ultimi dati di novembre e dicembre – ha fatto sapere il direttore del Consorzio – Grana Padano fa segnare nel 2016, rispetto allo stesso periodo del 2015, un incremento del 7,55% dell’export. Un risultato davvero importante considerando che, soprattutto a livello internazionale, continua a proliferare il fenomeno dei falsi, delle imitazioni e delle “scimmiottature”». Un danno non solo d’immagine che incombe indubbiamente sul nostro prodottoe rispetto al quale Berni, in conclusione, ha fatto sapere che «Per quanto di nostra competenza, anche nel 2017 continueremo a porre in essere servizi di controllo e vigilanza, per tutelare consumatori e mercato. Proseguiremo, inoltre, con le nostre attività di sensibilizzazione e promozione per le quali, l’Assemblea dei produttori, ha appena approvato un budget 2017 di circa 24 milioni di euro di cui 9,5 destinati alle attività sull’estero, che ormai rappresenta il 38% del nostro mercato». Tutto per tutelare una primizia e un’esclusività inimitabile, rigorosamente made in Italy.