Governo in retromarcia anche sui voucher: «Solo per lavori occasionali»

Indietro tutta: sui voucher si cambia. Dopo averli strombazzati in lungo e in largo come il “rimedio dei rimedi” contro disoccupazione e lavoro nero, il governo innesta la retromarcia. Ma non ci mette la faccia e ne affida l’annuncio, non al ministro competente, Giuliano Poletti, bensì a Marco Leonardi, economista della Statale di Milano e consigliere di Palazzo Chigi, che ne ha parlato in un’intervista al Corriere della Sera: «Nei prossimi giorni, con la regia del ministero del Lavoro, consulteremo sindacati e associazioni imprenditoriali, perché vogliamo arrivare a soluzioni condivise. Poi troveremo un veicolo, peraltro in Parlamento ci sono molti disegni di legge sui voucher. Il punto fermo è che vogliamo limitare i buoni al solo lavoro occasionale».

Si vuole disinnescare il referendum sui voucher

Dopo l’Italicum, la legge elettorale presentata da Renzi come la migliore in circolazione e finita in officina prima senza mai essere stata utilizzata, quella sui voucher è il secondo dietrofront del governo. Meglio una figuraccia – ragionano a Palazzo Chigi – che una seconda sconfitta al referendum. Già perché dopo quello del 4 dicembre, che ha portato alle dimissioni di Renzi e all’all’ascesa di Gentiloni, alle viste c’è appunto quello sui voucher. E il governo ne ha paura. Leonardi lo fa capire chiaramente: «Sappiamo – si legge ancora nell’intervista – che la Cgil difficilmente si accontenterà, ma -sottolinea- puntiamo su un ampio consenso, che scioglierebbe la tensione sul referendum. La nostra linea è chiara: abbiamo introdotto il jobs act per promuovere il lavoro stabile e quindi i voucher non possono coprire rapporti di lavoro che andrebbero regolati contrattualmente».

Ma a Palazzo Chigi idee ancora confuse sulle soluzioni

Intanto la frittata è stata fatta. E le cifre sono lì a dimostrarlo. Oggi, spiega infatti Leonardi, «i voucher sono usati per circa un quarto dalle famiglie e per tre quarti dalle aziende». Una platea notevole: «E su quest’ultima area che dobbiamo intervenire»., è l’annuncio del consigliere di Gentiloni. Ma come? «Si possono introdurre limiti temporali all’impiego di lavoratori retribuiti con i buoni, per esempio non più di 10 giorni. Si può stabilire che non si può pagare un lavoratore con i voucher se ha avuto un contratto con la stessa azienda. Si può rafforzare la tracciabilità, bloccando l’accesso ai voucher una volta raggiunti i limiti d’impiego».  Infine, c’è il problema del tetto. Per Leonardi, quello dei 7mila euro, «può scendere». Ma servirebbe a poco perché «sono pochi i lavoratori che vi arrivano» mentre sarebbe «più efficace» se la riduzione riguardasse il tetto dei 2mila euro. Mettiamola così: il governo vuole fare qualcosa ma non sa ancora quale cosa e fare e soprattutto come fare. La solita storia.